È pace fatta tra Beretta Holding e Sturm, Ruger & Co., uno dei principali produttori di armi negli Usa. Dopo mesi di schermaglie e accuse reciproche, Pietro Gussalli Beretta ha ottenuto ciò che voleva ed ha siglato un accordo di cooperazione strategica con il cda della quotata statunitense, che gli consentirà di salire al 25% del capitale. Con questa operazione il gruppo nato a Gardone Valtrompia 500 anni fa rafforza ulteriormente la propria presenza negli Stati Uniti, dove è già attivo con nove società, quattro impianti produttivi - ai quali presto se ne aggiungerà un quinto - e oltre 700 dipendenti.
I termini dell’accordo siglato con il Cda
L’intesa prevede che Ruger consenta a Beretta Holding di incrementare il proprio investimento fino al 25% delle azioni ordinarie in circolazione. Il prezzo minimo dell’offerta pubblica di acquisto parziale sarà di 44,80 dollari per azione in contanti, con un premio di circa il 20% rispetto al prezzo medio ponderato registrato nei 60 giorni precedenti all’annuncio dell’offerta. Per questa operazione - naturalmente subordinata alle necessarie autorizzazioni normative - la famiglia Gussalli Beretta mette sul piatto 103 milioni di dollari.




