Beretta Holding, intesa con Ruger: 103 milioni di dollari per il 25%

Il gruppo guidato da Pietro Gussalli Beretta cresce negli Usa e lancia un’opa parziale sulla storica società produttrice d’armi. L’accordo prevede la possibilità di nominare due membri del cda
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

Il marchio della società d'armi Usa Ruger
Il marchio della società d'armi Usa Ruger

È pace fatta tra Beretta Holding e Sturm, Ruger & Co., uno dei principali produttori di armi negli Usa. Dopo mesi di schermaglie e accuse reciproche, Pietro Gussalli Beretta ha ottenuto ciò che voleva ed ha siglato un accordo di cooperazione strategica con il cda della quotata statunitense, che gli consentirà di salire al 25% del capitale. Con questa operazione il gruppo nato a Gardone Valtrompia 500 anni fa rafforza ulteriormente la propria presenza negli Stati Uniti, dove è già attivo con nove società, quattro impianti produttivi - ai quali presto se ne aggiungerà un quinto - e oltre 700 dipendenti.

I termini dell’accordo siglato con il Cda

L’intesa prevede che Ruger consenta a Beretta Holding di incrementare il proprio investimento fino al 25% delle azioni ordinarie in circolazione. Il prezzo minimo dell’offerta pubblica di acquisto parziale sarà di 44,80 dollari per azione in contanti, con un premio di circa il 20% rispetto al prezzo medio ponderato registrato nei 60 giorni precedenti all’annuncio dell’offerta. Per questa operazione - naturalmente subordinata alle necessarie autorizzazioni normative - la famiglia Gussalli Beretta mette sul piatto 103 milioni di dollari.

Il presidente di Beretta Holding, Pietro Gussalli Beretta
Il presidente di Beretta Holding, Pietro Gussalli Beretta

«Siamo lieti di aver raggiunto l’accordo con Ruger. Questa cooperazione è pienamente in linea con la strategia del gruppo volta a rafforzare ulteriormente la nostra presenza negli Stati Uniti, un mercato chiave in cui siamo attivi da diversi decenni, e riflette il nostro impegno per un continuo sviluppo a lungo termine», ha dichiarato Pietro Gussalli Beretta, presidente e Ceo di Beretta Holding. «Siamo ansiosi di lavorare con la società verso il nostro obiettivo comune di rafforzare l'operatività e posizionare Ruger per la creazione di valore».

Due posti nel cda di Ruger

In correlazione all’aumento della partecipazione, Beretta Holding avrà il diritto di nominare fino a due amministratori indipendenti dopo la prossima l’assemblea annuale degli azionisti. Per consentire l’ingresso dei nuovi membri, il cda di Ruger verrà temporaneamente ampliato. I candidati indicati da Gussalli Beretta dovranno comunque superare il vaglio del Comitato nomine e governo societario della società americana. Il gruppo italiano ha quindi ritirato la propria lista di candidati per il rinnovo del consiglio previsto nel 2026.

Fatturato Beretta a 1,9 miliardi di dollari

Ruger resterà società quotata ed indipendente, secondo quel modello «decentralizzato» che da decenni caratterizza la strategia della famiglia Gussalli Beretta: acquisire senza soffocare, entrare senza occupare. Un approccio che ha consentito al gruppo valtrumplino di costruire negli anni un impero industriale internazionale lasciando autonomia alle società controllate o partecipate.

Con radici che risalgono al 1526, il gruppo opera nel mondo attraverso più di 50 filiali e oltre 20 marchi riconosciuti a livello internazionale. Vanta una forte impronta produttiva in Europa e negli Stati Uniti, nei mercati della difesa, delle forze dell’ordine, della caccia e del tiro sportivo. Sulla base dei dati preliminari 2025, Beretta Holding ha raggiunto circa 1,9 miliardi di dollari di fatturato consolidato ed un Ebitda di 287 milioni di dollari.

Dietro l’accordo, non c’è solo diplomazia industriale. Sullo sfondo pesano le performance deludenti di Ruger, che negli ultimi anni è rimasta indietro rispetto ai principali concorrenti, accumulando rendimenti negativi per gli azionisti. È in questo contesto che Beretta ha cercato di inserirsi, proponendosi non come predatore ma come partner strategico capace di rilanciare valore e prospettive industriali.

Come parte dell’accordo, Beretta Holding ha accettato un periodo di «standstill» di tre anni: non potrà promuovere battaglie per deleghe di voto né sostenere iniziative ostili nei confronti del management americano. Inoltre voterà le proprie azioni seguendo le indicazioni del cda di Ruger, salvo casi eccezionali o raccomandazioni contrarie dei principali advisor indipendenti, ISS e Glass Lewis.

Lo scontro tra le due società era diventato pubblico a inizio marzo, quando Ruger accusò il gruppo italiano di voler acquisire il controllo della società attraverso «acquisti di azioni a sconto». Beretta replicò rivendicando la natura collaborativa dell’operazione. La tensione salì con il rinnovo parziale del cda deciso dagli americani e la risposta della holding bresciana, pronta a presentare una lista di minoranza composta da candidati di alto profilo. Alla fine ha prevalso la logica degli affari: meglio alleati che contendenti. Anche perché, sul piano industriale, l’obiettivo è creare sinergie in un mercato globale sempre più competitivo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
GdB RUN | 7 giugno, piazzale Arnaldo. Iscrizioni aperteGdB RUN | 7 giugno, piazzale Arnaldo. Iscrizioni aperte

Novità 2026: due percorsi «Family» 5 km e «Ten» 10km

SCOPRI DI PIÙ
SponsorizzatoDa Canella Moto, lo stile scende in strada con l’abbigliamento casualDa Canella Moto, lo stile scende in strada con l’abbigliamento casual

Il negozio specializzato implementa l’assortimento di un settore in forte crescita, che unisce protezione e design tra influenze urbane e richiami vintage

«Birrifici artigianali bresciani»: la guida in edicola con il GdB«Birrifici artigianali bresciani»: la guida in edicola con il GdB

Il volume che racconta storia, tecnica e gusto delle birre del nostro territorio

SCOPRI DI PIÙ