I giovani pagano un prezzo pesante alla cronica bassa crescita dell’economia, in termini di tasso di disoccupazione, precarietà, salari ridotti e con limitate prospettive di crescita. Basta qualche numero per renderne conto. A Brescia i neet (coloro che non studiano e non lavorano tra i 15 e i 29 anni) rappresentano il 15,8%, un dato più contenuto rispetto alla media nazionale che è del 23,1% nel 2021 (oltre il doppio della Germania), ma sempre alto se confrontato con i competitor europei.
Uno «spread» da colmare, che pone in primo piano il tema del capitale umano poiché la competitività si deve fondare sulle competenze, essenziali per innovare e garantire la qualità dei prodotti e dei servizi.


