Economia

Formazione, Italia al top nel percorso accademico

Il Paese è tra i migliori al mondo nella preparazione universitaria, ma resta indietro nella capacità di trasformare il talento in produttività, innovazione e crescita
L’Italia segna il passo nella valorizzazione delle competenze
L’Italia segna il passo nella valorizzazione delle competenze

L’Italia è tra i migliori Paesi al mondo nella preparazione accademica, ma resta indietro nella capacità di trasformare il talento in produttività, innovazione e crescita. Eccelle nella preparazione accademica – compresa quella legata a Intelligenza Artificiale, digitale e sostenibilità – è addirittura nona al mondo, ma poi scivola al 41esimo posto per capacità dell’economia di valorizzare le competenze che le università producono. Il divario è uno dei più ampi registrati fra le economie avanzate. È quanto emerge dal Qs World Future Skills Index 2027, pubblicato da QS Quacquarelli Symonds.

Lo scenario

Il tema assume particolare importanza in una fase in cui l’intelligenza artificiale potrebbe generare tra i 150 e i 170 miliardi di euro di valore aggiunto per l’economia italiana nel prossimo decennio. Nel Qs World Future Skills Index, tra le grandi economie europee, l’Italia (22esima) si colloca dietro Regno Unito (3), Germania (4), Spagna (9) e Francia (11).

Un divario competitivo che nasce dalla minore capacità del sistema economico di trasformare il capitale umano in innovazione e crescita. «Il punto debole dell’Italia non è la produzione di capitale umano, ma la capacità del sistema economico di assorbirlo, trattenerlo e trasformarlo in innovazione. È in questo passaggio che, nell'era dell’intelligenza artificiale – commenta Nunzio Quacquarelli, presidente e fondatore di QS Quacquarelli Symonds - si gioca una parte importante della competitività del Paese». Stati Uniti, Australia, Regno Unito e Germania guidano la trasformazione del lavoro non perché adottino l’IA più rapidamente, ma perché le loro economie sono più concentrate in professioni in cui l’IA potenzia le capacità umane invece di sostituirle.  

Alcuni sistemi universitari faticano a preparare i laureati per un mercato del lavoro in rapido mutamento, con una domanda di competenze in IA, digitali e green che cresce più velocemente di quanto i modelli formativi tradizionali riescano a rispondere.

Per gli analisti Qs non è una sfida che le università possono affrontare da sole: richiede allineamento tra politiche, finanziamenti, governance dei curricula, agilità istituzionale e investimento delle imprese nella formazione continua.

Infine, la portata della trasformazione guidata dall’IA nell’industria non trova pari nel ritmo del cambiamento nell'istruzione superiore. La debole correlazione tra prontezza del mercato del lavoro all’IA e offerta di competenze dei laureati indica la necessità di una trasformazione profonda degli atenei, con un adeguamento più rapido dell’offerta formativa.

Qs ricorda che per l’Italia il costo stimato della fuga di cervelli tra il 2011 e il 2023 ha superato i 130 miliardi di euro. Tra il 2012 e il 2022 oltre 1,3 milioni di cittadini italiani si sono trasferiti all'estero, oltre il 60% con meno di 35 anni; nel solo 2023 circa 21.000 laureati tra i 25 e i 34 anni hanno lasciato il Paese, quasi il doppio dell’anno precedente. Il rischio, è sostenere il costo della formazione e cederne i benefici ad altre economie.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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