Prima la pandemia, che ha fatto da propulsore alle vendite online; poi lo shock sui consumi, causato dalla crisi energetica e da un’inflazione superiore alla media europea che ha eroso la capacità di spesa degli italiani. Per il comparto del commercio gli ultimi tre anni sono stati davvero complicati e le previsioni indicano anche il 2023 tutto in salita.
È quanto emerge dalla 16esima indagine redatta dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo: nelle province di Brescia, Cremona e Mantova, nei prossimi mesi è attesa una frenata soprattutto per le imprese più piccole del commercio, ovvero quelle che sembrano risentire di più dei rincari energetici. Il commercio è un settore molto eterogeneo e conta, nella nostra provincia, ben 21.139 imprese attive che rappresentano il 21% del tessuto economico locale, (sono 5.343 a Cremona e 6.853 a Mantova) e che occupano complessivamente 65.030 addetti, circa il 16% del totale (sono 14.189 a Cremona e 20.299 a Mantova). Si tratta di attività impegnate nella distribuzione di alimentari, farmaci, capi d’abbigliamento, beni durevoli e semidurevoli (come auto ed elettrodomestici).
«L’incontro con Confcommercio punta a favorire la conoscenza e il confronto costruttivo per cogliere le opportunità che il nostro gruppo può offrire a tutto il comparto del commercio - spiega Marco Franco Nava, direttore regionale Lombardia Sud Intesa Sanpaolo -. CresciBusiness mette a disposizione un ampio plafond di liquidità non solo per affrontare l'attuale periodo, ma soprattutto per accompagnare le piccole imprese nel rilancio attraverso progetti di sviluppo, digitalizzazione e sostenibilità, obiettivi coerenti con il Pnrr».
L’iniziativa è stata salutata positivamente da Carlo Massoletti, presidente Confcommercio Brescia: «Le micro, piccole e medie imprese del terziario stanno compiendo uno sforzo per sfruttare al meglio la grande occasione rappresentata da Capitale della Cultura, superando le difficoltà generate dal Covid e quelle più recenti dell’inflazione. Ci conforta constatare che Intesa si pone al nostro fianco. È necessario che le banche sostengano i nostri modelli di business che si evolvono ed innovano».



