I lavoratori metalmeccanici bresciani e lombardi sono soddisfatti dell’accordo raggiunto per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro Unionmeccanica-Confapi, che a Brescia coinvolge 25.000 dipendenti della piccola e media industria.
A esprimere parere favorevole nei giorni scorsi all’intesa del 4 giugno scorso sottoscritta da Fiom Cgil, Fim Cils e Uilm è stato nel Bresciano il 98,4% di chi ha votato, contro il 99,2% dei colleghi dell’intera Lombardia. Da noi lavoratori i 25.000 lavoratori fanno parte di un bacino di un migliaio di aziende, tutte di piccole e medie dimensioni, mentre in Italia la platea va oltre le 400.000 persone. Il risultato della consultazione porterà adesso Fiom, Fim e Uilm a sciogliere la riserva e a comunicare a Unionmeccanica e Confapi il via libera all'effettiva applicazione del contratto, poco meno di due mesi dopo il raggiunto accordo di fine primavera.
Il punto
In provincia le imprese interessate dalla consultazione certificata sono state 126 a fronte di 7.657 dipendenti, mentre a livello regionale 514 per 22.434 aventi diritto al voto. A esprimere il loro parere sono andati in 14.989, pari al 66,8% del totale. I voti favorevoli, come detto, sono stati quasi l’unanimità e quindi 14.786, a fronte di 115 contrari, 59 schede bianche e 29 schede nulle.
Il risultato è confermato allo stesso modo dall’intero Paese, dove si è raggiunto il 98,9% di favorevoli al termine di 2.300 assemblee. Come immaginabile, le organizzazioni sindacali sono concordi nel considerare il risultato «un successo».
I sindacati
Per il segretario di Fiom Brescia, Maurizio Oreggia: «È importante ribadire il valore dell’intero percorso democratico e partecipativo, che ha caratterizzato tutto il processo negoziale, dalla costruzione della piattaforma alla mobilitazione con 16 ore di sciopero, fino alla sigla che ha portato al rinnovo dell’accordo. Abbiamo ottenuto un incremento previsto sui minimi retributivi mensili al 5° livello di 200 euro, da mandare a regime entro il 31 dicembre 2028, così come è stata mantenuta la clausola di salvaguardia contro eventuali picchi inflattivi, e l’ultrattività, vale a dire l’adeguamento sulla paga base anche se non si rinnoverà il contratto nel 2029».
Il segretario di Fim Cisl Brescia Stefano Olivari ha ribadito: «L’importanza di aver mantenuto il meccanismo di adeguamento del salario e di aver rafforzato i diritti nel contesto dei tempi di vita e lavoro, uno sforzo tutto a vantaggio del benessere delle persone, che non sono solo lavoratori ma prima di tutto uomini e donne». Rammarico Olivari lo ha espresso per la «mancata riforma dell'inquadramento, raggiunto invece con Federmeccanica, fondamentale per l’ammodernamento della professionalità». Il numero uno di Uilm Brescia Ettore Burlini si dice soddisfatto per i risultati economici e la conferma della clausola di salvaguardia, ma «a mancare tra i risultati è la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, una battaglia che metteremo al centro delle nostre richieste già dal prossimo confronto».



