Il conto della guerra: costo produzioni agricole su di 200 euro a ettaro

L’Europa deve dimostrare di esistere economicamente e soprattutto politicamente. È questo il messaggio che arriva dal mondo agricolo dopo un mese di guerra in Iran.
L’aumento incontrollato dei prezzi di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori di produzione sta costando fino a 200 euro a ettaro alle aziende agricole italiane, con i principali input di produzione che sono lievitati di oltre il 30% rispetto al periodo per conflitto, mettendo a rischio le coltivazioni agricole e la sovranità alimentare del Paese. Sono alcune delle stime su questo primo mese di conflitto del Centro Studi Divulga e per cui Coldiretti, chiede misure urgenti dall’Europa per evitare che la crisi dilaghi.
Per Massimiliano Giansanti presidente di Confagricoltura, al termine dell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con i ministri Urso e Foti e il viceministro Leo su Transizione 5.0: «Occorre prevedere un piano che necessariamente coinvolga l’Europa, perché la nostra economia sta conoscendo una stagione di crisi che rischia di aggravarsi, e quindi c’è la necessità di avere una risposta significativa a partire dalla Ue. Solo con misure di intervento forti riusciamo a dare un segnale a imprese, e consumatori».
Gli aumenti
Il dettaglio degli aumenti derivanti dalla crisi coinvolge tutti i comparti agricoli. In un mese di guerra i costi - rimarca Coldiretti - per il settore dell’olio d’oliva sono cresciuti di 205 euro a ettaro di uliveto, secondo le stime di Divulga, mentre per i cereali sono balzate mediamente di almeno 65- 80 euro ad ettaro, con picchi fino a 200 euro per la coltivazione del mais, che si ripercuote anche sugli allevamenti incidendo sull’alimentazione del bestiame.

Anche produrre una tonnellata di latte costa alle stalle 40 euro in più rispetto a prima, mentre per il comparto suinicolo i costi aggiuntivi di queste settimane di guerra si aggirano sui 25 euro a capo allevato.
Bilanci in rosso anche nei frutteti dove gli incrementi stimati nelle prime settimane di guerra si stanno traducendo in aumenti fino a 35 euro a tonnellata. Ma a soffrire sono anche il florovivaismo e il vino.
Non solo
I listini dei fertilizzanti sono saliti alle stelle, come nel caso dell’urea, che è arrivata a toccare quota 815 euro a tonnellata (ben 230 euro in più rispetto a fine febbraio, +40%), avvicinandosi pericolosamente ai livelli segnati con scoppio della guerra in Ucraina. Su anche il nitrato ammonico, che ha toccato i 500 euro a tonnellata, quasi 100 euro in più in un mese (+21%).
Sono «esplosi» anche i prezzi del gasolio agricolo passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,38 euro/litro. Anche se il nuovo decreto taglia-accise contiene una misura specifica per le aziende agricole: l'estensione del credito d'imposta del 20% sui costi del gasolio per il mese di marzo. Per quanto riguarda l’iperammortamento la dotazione viene incrementata di 1,4 miliardi (per il settore agricolo riguarda solo le società agricole con reddito di impresa).
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