Stando ai dati della Banca d’Italia, in tutto il Paese sarebbero circa 7 milioni le persone che potrebbero accedere allo strumento del conto di base, che consente ai risparmiatori più vulnerabili (sotto gli 11.600 euro all’anno di reddito) di usufruire di servizi bancari minimi (inviare o ricevere bonifici, ottenere una carta di debito e poter ricevere l’accredito dello stipendio o della pensione).
In Italia, però, sono soltanto 180mila i conti correnti di base (e quindi a canone gratuito o agevolato) effettivamente attivi. Tutti gli altri correntisti, invece, devono pagare per i servizi bancari connessi a un conto corrente. Secondo te è giusto oppure dovrebbero essere gratuiti? Dicci la tua.



