Un conto corrente con un canone annuo ridotto, gratuito per i clienti sotto una certa soglia di reddito. Il «conto di base» è uno strumento pensato per i risparmiatori più vulnerabili, ma è ancora poco diffuso in Italia. E lo è perché poco pubblicizzato, ammonisce la Banca d’Italia: la quale nei giorni scorsi ha diramato una nota in cui ha invitato banche, Poste italiane e in generale tutti i prestatori di servizi di pagamento «a promuovere la conoscenza e la diffusione del conto di base tra i consumatori e a favorirne l'accesso, in particolare da parte della clientela più vulnerabile». Questo perché, spiega la banca centrale, le analisi svolte hanno evidenziato come talvolta l'accesso a questo prodotto sia «ostacolato o scoraggiato in modo ingiustificato». Ma come funziona il conto di base e quali sono i requisiti per potervi accedere?
Le caratteristiche
Una prima caratteristica del conto di base è l’essere pensato per clienti con «esigenze semplici» di gestione del denaro: dunque per tutti coloro che desiderano aprire un conto corrente, per esempio, soltanto per poter inviare o ricevere bonifici, avere una carta di debito e ottenere l’accredito dello stipendio o della pensione.
D’altronde questo strumento è stato introdotto per rendere i servizi bancari accessibili anche a chi ha redditi bassi e si trova in condizioni finanziarie di vulnerabilità: è infatti più conveniente rispetto a un conto corrente ordinario, dal momento che ha un canone annuo ridotto e, per alcuni risparmiatori, è gratuito.

Con il conto di base si possono effettuare solo alcuni tipi di operazioni, in un numero prestabilito incluso nel canone annuale. Non sono compresi nel conto di base la possibilità di avere un «fido» – poter spendere o prelevare più di quanto si è depositato, potendo andare temporaneamente «in rosso» –, ottenere un libretto degli assegni e aprire un conto collegato per effettuare degli investimenti. In generale, è il Ministero dell’Economia e delle Finanze a decidere quali tipi di operazioni si possono fare con il conto di base.
Come aprirlo
Dal punto di vista normativo, il conto di base è regolato da diverse disposizioni di legge: i riferimenti sono la direttiva 2014/92/UE del Parlamento e del Consiglio europei, la legge che disciplina i servizi bancari (Testo unico bancario), le disposizioni di trasparenza della Banca d'Italia sui servizi bancari e un decreto del Ministero dell'Economia e delle finanze (3 maggio 2018, n. 70)
Gli operatori di servizi di pagamento, ricorda la Banca d’Italia, sono obbligati a proporre il conto di base a chiunque soggiorni legalmente in Italia o in uno Stato dell’Ue, compresi i richiedenti asilo e le persone senza fissa dimora. Ci sono comunque dei casi in cui le banche possono respingere la richiesta di apertura di un conto di questo tipo: nel caso in cui si possieda già un conto corrente, se non si soggiorna legalmente in Italia e se si intende usare il conto per la propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale (il conto è infatti riservato esclusivamente ai consumatori).
La gratuità
Come detto, il conto di base ha un canone agevolato. Ma per alcuni clienti è addirittura gratuito: in quali casi? Hanno diritto a non pagare il canone annuale due tipologie di consumatori: coloro che hanno un Isee inferiore a 11.600 euro (in questo caso si è esentati anche dal pagamento dell’imposta di bollo) e i pensionati con reddito lordo inferiore a 18mila euro (qui l’imposta di bollo va pagata – 34,20 euro l’anno – e cambiano il numero e la tipologia di operazioni che si possono eseguire).
Anche la chiusura del conto di base è gratuita: tuttavia, se si supera il numero massimo di operazioni previste, si deve pagare per ciascuna operazione aggiuntiva.

Se si ha già un conto
Uno dei requisiti per poter aprire un conto di base è quello di non avere un altro conto corrente. Tuttavia, è sempre possibile passare a un conto di base: in questo caso bisogna utilizzare la procedura della «portabilità», che permette di trasferire la somma e le operazioni possedute su un conto a un altro. L’unico requisito, appunto, per poter passare al conto di base è che quello vecchio venga poi chiuso .
Il monito della Banca d’Italia
Nonostante l’importanza del conto di base per la tutela dei consumatori più vulnerabili, la Banca d’Italia ha sottolineato come questo strumento sia ancora poco diffuso in Italia, anche a causa degli ostacoli – scrive la banca centrale – posti dagli stessi istituti di credito rispetto all’accesso a questo tipo di conto corrente. Tra questi la Banca d’Italia ha menzionato «il mancato inserimento del conto di base nel catalogo dei prodotti offerti», «l’incompletezza dei servizi essenziali ad esso collegati», la «scarsa conoscenza del prodotto da parte del personale» e le «resistenze ingiustificate nei confronti di richiedenti che ne hanno potenzialmente diritto».
Una situazione di mancata pubblicità del servizio segnalata, riferisce la Banca d’Italia, anche da consumatori e associazioni di categoria. La Banca centrale chiede quindi a tutti gli operatori di servizi di pagamento di attuare le misure apposite per rendere note le caratteristiche del conto di base: come reclami informativi «nei siti web», «nei canali digitali» e «nei locali destinati al pubblico», ma anche realizzando «programmi formativi a favore degli addetti alla rete di vendita».




