Chi percepisce una pensione minima nel 2026 beneficia di un doppio aumento dell'assegno mensile: oltre alla rivalutazione legata all'inflazione, infatti, la legge di Bilancio ha previsto una maggiorazione straordinaria destinata ai trattamenti più bassi. E nel 2027? L’importo potrebbe aumentare per l’adeguamento all’inflazione, ma resta da capire se verrà confermata la maggiorazione straordinaria dell’ultima legge di Bilancio. Vediamo in cosa consiste la pensione minima, a chi spetta e quali sono i possibili scenari per l’anno prossimo.
Cosa sono le pensioni minime e chi le percepisce
Le pensioni minime rappresentano uno strumento di tutela economica pensato per garantire un reddito minimo ai pensionati che percepiscono assegni di importo particolarmente basso: si tratta infatti di un’integrazione alla pensione, percepibile anche dai titolari di pensioni di reversibilità, se hanno redditi inferiori ai limiti previsti.
Per ottenere la pensione minima è necessario risiedere in Italia e rispettare specifici requisiti: il diritto spetta a chi ha almeno 67 anni e 20 anni di contributi. Al compimento dei 71 anni, invece, il requisito contributivo si riduce a cinque anni, purché il reddito resti entro le soglie fissate dalla legge.
Come richiederla
Di solito l'integrazione viene riconosciuta automaticamente dall'Inps al momento della liquidazione della pensione, senza che il beneficiario debba presentare una domanda. Se però la situazione reddituale del pensionato dovesse cambiare, è comunque possibile richiedere il riesame attraverso i servizi online dell'Inps oppure rivolgendosi a un patronato.
Gli aumenti di quest’anno
Nel 2026 l'importo della pensione minima è salito a 619,80 euro mensili per tredici mensilità. L'aumento è il risultato di due interventi: la rivalutazione annuale legata all'inflazione e una maggiorazione straordinaria introdotta dall'ultima Manovra.
La rivalutazione, calcolata sulla base dell'inflazione registrata dall'Istat nel 2025, è stata pari all'1,4% e ha interessato tutte le pensioni, ma con percentuali diverse a seconda dell'importo dell'assegno. I trattamenti fino a quattro volte il minimo hanno beneficiato dell'adeguamento del 100%, mentre per quelli compresi tra quattro e cinque volte il minimo la rivalutazione è stata riconosciuta al 90%. Per le pensioni superiori a cinque volte il minimo, invece, l'incremento è stato del 75%.
La Manovra, poi, ha introdotto un aumento dell'1,3%, corrispondente a circa 20 euro mensili, per sostenere le pensioni con gli importi minori.
Cosa potrebbe cambiare nel 2027
Per quanto riguarda il 2027, molto dipenderà dall'andamento dell'inflazione. Secondo le stime contenute nel Documento programmatico di bilancio, nel 2026 l'inflazione potrebbe attestarsi al 2,8%. Se questa previsione sarà confermata, la rivalutazione delle pensioni dal 1° gennaio 2027 potrebbe essere più elevata di quella applicata quest'anno sul 2025. Una simulazione di QuiFinanza stima, con un’inflazione tra il 2% e il 2,8%, un aumento fino a 625 euro al mese.
Tuttavia, non si sa ancora se il governo confermerà la maggiorazione straordinaria prevista dall’ultima legge di Bilancio. La misura scade infatti il 31 dicembre 2026 e, per essere confermata anche nel 2027, dovrà essere rifinanziata nella prossima Manovra.




