Salini: «Nel 2025 in Cina introdotti 295mila nuovi robot industriali»
Per capire qual è la scala di riferimento quando si parla della Cina come attore economico un numero serve più di altri. «Nell’ultimo anno il Paese asiatico ha inserito 295mila nuovi robot nei processi industriali, nove volte quelli introdotti negli Stati Uniti - spiega Massimiliano Salini, eurodeputato del Ppe, in una seduta dell’Europarlamento -. La sfida del futuro passa perciò attraverso questo aspetto tecnologico, centrale insieme a quello dell’intelligenza artificiale».
Secondo Salini «abbiamo già perso la battaglia sulle terre rare e sulle materie prime critiche, nonostante il Critical Raw Materials Act dell’Ue stia tentando di contenere in danni con una disciplina molto adeguata». Ecco quindi che non perdere il treno dell’innovazione tecnologica risulta imprescindibile se non si vuole rimanere tagliati fuori dai mercati globali. Va infatti a impattare in ogni aspetto della catena del valore, dalla progettazione alla produzione fino alla logistica. Proprio in quest’ultimo ambito Salini porta un esempio, ancora una volta che arriva dal colosso cinese. La pianificazione della logistica portuale nel Dragone «è passata dalle 24 ore ai 10 minuti, con la produttività per lavoratore che è aumentata del 40% grazie alla robotica e all’AI».
La chiave però non è inseguire la Cina in questa sfida, battaglia che a tutti gli effetti risulta impossibile da vincere, bensì giocare la partita sui punti di forza europei e cioè «capitale umano e ricerca» conclude l’europarlamentare eletto con Forza Italia.
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