I prezzi di gas, elettricità e gasolio alle stelle, sono uno spauracchio per l’inverno alle porte per famiglie e imprese. L’impennata degli energetici si rifletterà pesantemente sulle bollette, che nella stagione fredda sono preoccupanti per tradizione, ma rappresenta una minaccia concreta per tutti i beni di consumo, a partire dagli alimentari, perché destinata a trascinare verso l’alto l’inflazione, che non risparmierà niente.
Senza liquidità
Intanto però i conti con la crisi li stiamo già facendo e pagando da qualche mese. Come evidenziano i numeri in arrivo dalla Camera di commercio cittadina, il costo delle materie prime negli ultimi mesi è cresciuto, e non poco. Dal secondo trimestre di quest’anno al terzo, quindi in un lasso di tempo breve, il passo verso l’alto è stato del 4,5% per l’industria e del 6% per l’artigianato (dati Unioncamere), e questo non può che portare all’innalzamento dei prezzi di centinaia di prodotti che sono finiti e stanno finendo sugli scaffali di negozi e rivenditori.
«L’inflazione invece – ha evidenziato il presidente camerale Roberto Saccone – nella nostra città da inizio anno è montata fino al 3,9%», anche questo un elemento che toglie potere d’acquisto a tutti indistintamente e riduce i consumi, che lo stesso ente pubblico di via Einaudi ha calcolato in discesa negli ultimi mesi dello 0,4% ma destinato ad aggravarsi.
Ancora per il presidente Saccone, «sul benessere del nostro sistema grava anche la mancanza di propensione a investire, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese, con numeri che testimoniano di un -11,8% solo nel secondo trimestre 2026 per le pmi e -1,2% per le imprese più grandi. Ad aumentare la prudenza è la riduzione dei margini di guadagno, erosi dalla crescita dei costi e allo stesso tempo da una concorrenza spietata da parte delle imprese dei Paesi con meno regole e costi di sistema, che portando in Italia merce a minor valore inducono le nostre imprese ad adeguarsi verso il basso, facendo mancare liquidità».
I meccanismi
Altro elemento preoccupante, anche per le famiglie, è il caro bollette. Una recente indagine di Concommercio Brescia ha appurato che dal bimestre luglio-agosto del 2025 al medesimo bimestre del 2026 le fatture per il consumo di energia elettrica sono rincarate del 50%.
Un salasso che il presidente Carlo Massoletti ha definito «frutto in buona parte di speculazioni, che potrebbero essere calmierate gestendo con più correttezza i meccanismi che costruiscono l’ammontare delle bollette. Come? Se il gas aumenta, aumenta di conseguenza anche l’elettricità generata con quel combustibile, ma assurdamente il medesimo aumento vale anche per la corrente generata con pannelli fotovoltaici, che il gas non lo usano. Come rimediare? Disaccoppiando il costo vero da quello frutto dei calcoli. Diversamente, il beneficio economico delle produzioni green viene annullato».
Commercianti
Problemi e timori investono anche bar e ristoranti. «Sul lago di Garda – testimonia l’esperto di Confesercenti Andrea Maggioni – le attività stanno subendo la raffica di aumenti a cascata. Quasi tutti assorbiti e con pochissimi ritocchi ai listini. Ma fino a quando potrà durare?».
Il problema dell’inflazione per bar e ristoranti ha ripercussioni anche sugli affitti. «Parliamo in non pochi casi di assegni da 5-6.000 euro al mese – spiega Maggioni – che si adeguano in parallelo all’andamento inflattivo. Un aumento del 4% per qualcuno può significare fino a 3-4.000 euro in più all’anno, solo per quella spesa».
Per ora c’è solo una certezza, da qualsiasi angolazione si guardi la questione, o chiunque nel siano i protagonisti, in questi condizioni ci stiamo avviando verso un inverno che si preannuncia particolarmente problematico.



