Economia

Caro energia, allarme Confapi: «L’industria lombarda è a rischio»

Il presidente Cordua chiede all’Europa interventi decisi anche sulla transizione auto: «Colpita un’intera filiera»
Un operaio in azienda - © www.giornaledibrescia.it
Un operaio in azienda - © www.giornaledibrescia.it

Costi dell’energia che stanno mettendo in grave difficoltà la competitività dell’industria italiana, mettendo a rischio la ripresa industriale. Un grido d’allarme è stato lanciato ieri dal presidente di Confapi Brescia e Confapi Lombardia, Pierluigi Cordua. «Senza interventi concreti e tempestivi, il sistema industriale lombardo, pilastro dell’economia nazionale, rischia di soccombere».

Secondo il presidente due sono i nodi sui quali intervenire: le direttive dell’Unione Europea sull’automotive rischiano di cancellare interi segmenti produttivi; il sistema industriale è poi sotto pressione per via degli elevati costi energetici, con un prezzo del costo dell’energia elettrica formato sul prezzo del gas che in queste settimane è a livelli record.

La doppia sfida

Pierluigi Cordua, presidente di Confapi Brescia e Confapi Lombardia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Pierluigi Cordua, presidente di Confapi Brescia e Confapi Lombardia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

«L’allarme è reale. L’Italia deve recuperare competitività o perderà l’industria che la sostiene, trainata dal motore lombardo – avverte Pierluigi Cordua –. Serve evitare che gli imprenditori siano costretti a guardare ai costi dell’energia come una variabile imprevedibile e un quadro normativo stabile per consentire alle imprese di pianificare il futuro. La nostra forza produttiva, la più importante d’Europa, non può restare ostaggio di politiche poco lungimiranti». Il presidente si attende dall’Europa un primo segnale di buona volontà «fermando le sanzioni previste per il 2026, permettendo alle aziende di affrontare la transizione ecologica con maggiore serenità».

La manifattura

Particolarmente allarmante è la situazione della manifattura bresciana, tra le più dinamiche in Italia e fiore all’occhiello del sistema industriale regionale. «Brescia rischia di perdere la sua leadership manifatturiera, con conseguenze gravi per il territorio – sottolinea Cordua –. Molte imprese stanno lottando per sopravvivere a causa di bollette insostenibili e normative europee che mettono a rischio interi comparti. L’impatto potrebbe essere difficile da sostenere per il tessuto economico e sociale, con migliaia di posti di lavoro a rischio».

Il rischio è duplice: da un lato, l’impatto delle normative europee minaccia la capacità di innovazione; dall’altro, la pressione dei sovraccosti legati all’energia può costringere le imprese a sospendere le attività o a ricorrere massicciamente alla cassa integrazione. «È fondamentale un’azione decisa da parte dell’Europa per tutelare la competitività del nostro sistema produttivo e garantire la sostenibilità economica di imprese e famiglie».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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