Il mese di settembre potrebbe essere decisivo per la risoluzione della questione per l’azienda casearia Bresciangrana che a fine luglio aveva sospeso il ritiro del latte – circa 40 conferenti in attesa di risposte. È questa anche la posizione delle organizzazioni agricole bresciane che sono focalizzate soprattutto sul preservare i crediti maturati dagli imprenditori agricoli. Per una cifra globale che si aggirerebbe, solo per il latte, sopra i 20 milioni di euro. Poi ci sono tutti gli altri debiti. Vale quindi la pena di riprendere – seppur in stretta sintesi e per quanto è dato ufficialmente di sapere – la situazione nelle sue linee generali.
Bresciangrana, il caseificio di Cignano di Offlaga, specializzato nella produzione di Grana Padano Dop è entrato in una procedura di regolazione della crisi d’impresa. Il 25 giugno scorso ha presentato al Tribunale di Brescia un ricorso «con riserva» cioè «in bianco», ottenendo 60 giorni per presentare un progetto definitivo.
Ad agosto l’offerta ai conferenti
Dopo lo stop del 3 agosto, Bresciangrana aveva offerto di riprendere i conferimenti dal 10 agosto a 36 centesimi/litro. Un riconoscimento parecchio inferiore ai prezzi di riferimento del latte italiano; ad esempio l’accordo raggiunto per il primo trimestre 2026 indicava circa 53 centesimi al litro come prezzo medio. Diversi allevatori però avrebbero trovato altri acquirenti e avrebbero deciso di non tornare.
Il 21 agosto l’Amministratrice Delegata e Cro, Serena Maurutto ha dichiarato che alcuni imprenditori agricoli avrebbero ricominciato a conferire e che sono stati effettuati pagamenti «vista fattura» e – ancora – che l’impegno al ritiro sarebbe stato rinnovato per altri 15 giorni ad un – non conosciuto – prezzo aumentato.
Il mercato del Grana Padano
Ora l’attesa è per quanto accadrà al Tribunale di Brescia ed anche al fatto che la Regione Lombardia aveva indicato settembre per convocare un Tavolo Latte. Due eventi ben distinti fra loro ma che, dal punto di vista agricolo, possono essere decisamente importanti. C’è poi, comunque, da verificare il quadro dal punto di vista del prodotto Grana Padano Dop.
Secondo i dati disponibili ed aggiornati ai primi di settembre 2026 il quadro del Grana Padano DOP è positivo sul lato della domanda e dei prezzi. La produzione sta rallentando rispetto ai forti incrementi del 2025. Nei primi 8 mesi del 2026 sono state prodotte – secondo Clal – 4.171.343 forme, contro 4.124.388 nello stesso periodo 2025: +1,1%. È un cambio di passo rispetto al +7,4% dell’intero 2025. Poi c’è il prezzo. Per avere un riferimento, a inizio agosto il Consorzio indicava una media delle borse merci di circa euro 10,89/kg per il 12/15 mesi e euro 11,90/kg oltre 15 mesi.
Tribunale, Regione e mercato potrebbero, alla fine, essere elementi che faranno decidere – in positivo od in negativo – se all’orizzonte possa apparire una realtà in grado di acquisire – in toto od in parte – Bresciangrana. Qualcuno starebbe pensando all’affitto del ramo d’azienda. Ma occorre aspettare.


