Economia

Brescia non cede il passo alle crisi e la cassa integrazione frena: -34.4%

Nel rapporto realizzato dalla Uil Lombardia emerge un calo anche della cig straordinaria (-39%) rispetto ai primi 6 mesi 2025. Bailo: «Accogliamo questo segnale con ottimismo»
Flavio Archetti
Nei primi sei mesi di quest'anno, la cassa integrazione a Brescia ha registrato un calo del 34.4%
Nei primi sei mesi di quest'anno, la cassa integrazione a Brescia ha registrato un calo del 34.4%

L’estate scorsa le previsioni sull’occupazione erano a tinte fosche, e i timori che a Brescia e in Lombardia la cassa integrazione potesse crescere nei diversi settori produttivi erano condivisi da datori di lavoro e sindacati, e motivati. A un anno di distanza invece, come emerge dal Terzo rapporto della Uil sulla cassa integrazione tra giugno 2025 e giugno 2026, le dinamiche dell’occupazione hanno riservato una piacevole sorpresa, pur a fronte di andamenti economici e politici nazionali e internazionali sempre poco stabili.

Per il «made in Brescia» il calo di richieste di ammortizzatori ha segnato un ribasso a doppia cifra sia sul totale che sugli straordinari, con i primi scesi del 34,4% rispetto al primo semestre 2025 e i secondi del 39%, con un monte ore fermo a 8.627.224.

Il quadro

Nella solidità dell’occupazione la nostra provincia è al terzo posto in Lombardia alle spalle delle sole Bergamo e Mantova, migliorate rispettivamente del 37,1% (totale) e 46,5% (straordinaria) e del 37,2% e del 70,5%, ma davanti alla locomotiva Milano che ha comunque segnato un buon -22,7% sul totale e un altrettanto positivo -13,6% sulla Cig straordinaria.

Rispetto all’allarme registrato nei primi mesi dell’anno, il rapporto Uil fa emergere segnali di rallentamento significativo delle richieste datoriali nell'ultimo trimestre, visto che da gennaio a marzo la Cig straordinaria lombarda era cresciuta del 71,1% mentre da aprile a giugno la dinamica si è invertita registrando un calo del 33,1% sullo stesso trimestre 2025.

A frenare (presumibilmente) l’avanzata delle ore di Cigo e Cigs nel Bresciano sarebbe stata soprattutto l’industria, quella con il peso complessivo di gran lunga maggiore, per cui i dati regionali elaborati dalla Uil testimoniano un ribasso di richieste di «cassa» del 14,9%, ridotte da 52.754.170 a 44.870.910 ore. L’altro ambito che sta reggendo bene i morsi delle crisi è quello commerciale, per cui in Lombardia si è contata una discesa di richieste dell’11,5%, da 1.759.272 a 1.557.708 ore. Meno bene è andata per edilizia e artigianato, con il settore del mattone in aumento di 3,6 punti (da 1.352.504 a 1.401.340 ore) e l’artigianato in aumento dell’81,3% (da 5.952 a 10.788 ore).

Sotto la lente

Entrando più nel dettaglio della situazione industriale si scopre però che una delle attività più significative per la manifattura bresciana, la meccanica, ha contato un calo totale regionale del 5,2% sul monte ore richiesto complessivo (da 27.648.732 a 26.224.612 ore), ma un incremento del 65,2% per la cassa straordinaria, quella solitamente preposta ad affrontare crisi più durature e piani di rilancio aziendali. Per contro, sempre nella meccanica, la Cig ordinaria è scesa da 19,6 a 12,9 milioni di ore, per un ribasso del 34,1%. Meglio della meccanica ha fatto a livello regionale negli ultimi dodici mesi un’altra colonna portante dell'industria di casa nostra, la metallurgia, che ha richiesto il 28,3% di ore totali in meno (5.815.410 a 4.171.600 ore) e il 29,3% in meno di cassa straordinaria.

Per il segretario generale di Uil Lombardia, Antonio Albrizio: «Il calo è un segno positivo, ma va sottolineato che a differenza del dato nazionale in Lombardia si registra un aumento della cassa straordinaria, a conferma di crisi aziendali ancora in atto», mentre per il segretario di Uil Brescia, Mario Bailo: «I dati della cassa integrazione fotografano la resilienza del nostro tessuto produttivo e la tenuta della manifattura territoriale. Il risultato? Conferma l’efficacia del dialogo sociale e il valore degli ammortizzatori come rete di protezione cruciale. Come Uil, accogliamo questo segnale con ottimismo, pur mantenendo costante il nostro presidio sui luoghi di lavoro».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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