Economia

Vola la cassa integrazione straordinaria, ma non a Brescia: -36,8%

Angela Dessì
Il rapporto della Uil Lombardia: mentre le ore di cigs concesse dall’Inps aumentano vorticosamente, nella nostra provincia si registra un calo
Cassa integrazione straordinaria in calo nel Bresciano
Cassa integrazione straordinaria in calo nel Bresciano
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Sulla cassa integrazione straordinaria, nel primo trimestre 2026, Brescia viaggia in controtendenza rispetto al trend regionale: mentre le ore di cigs concesse dall’Inps aumentano vorticosamente, nella nostra provincia registra un calo del 36,8%. Solo Mantova fa meglio di noi con un -41,4%.

Numeri alla mano, i dati raccolti nel secondo Rapporto Uil Lombardia e Uil Milano sulla cassa integrazione tra gennaio e marzo 2025/2026 parlano di una impennata della Cig straordinaria in Lombardia nel primo trimestre di quest’anno del 71,1% (le ore autorizzate passano da 7,4 milioni a 12,7 milioni). Complessivamente, le ore di cassa scendono invece del 4% sullo stesso periodo del 2025, passando da 28,9 milioni a 27,8.

Le situazioni di crisi aziendale

Ricordiamo che la Cig straordinaria viene normalmente utilizzata nelle situazioni di crisi aziendale, riorganizzazione, riconversione produttiva: per questo la crescita in Lombardia rappresenta un campanello d’allarme che, almeno per ora, non risuona all’interno del sistema produttivo bresciano. Guardando all’andamento della Cig straordinaria, infatti, la nostra provincia risulta tra quelle che evidenziano un calo: insieme a Brescia, scendono anche Bergamo (-28,4%), Lodi (-41,4%), Mantova (-22,6%), Monza Brianza (-22,8%), Pavia ( 50,8%) e Sondrio (-17,3%). Anche in questi territori, in ogni caso, il dato non può essere letto in modo semplicistico, perché la riduzione del totale non esclude la presenza di tensioni produttive e occupazionali.

Segno più

Tra le province in cui la cassa straordinaria invece lievita spicca Varese, dove le ore complessive di cassa integrazione salgono da 3,8 milioni a 8,9 milioni (+135,5%) mentre la straordinaria cresce addirittura del 984,9%. Sul piano sociale, i lavoratori stimati coinvolti passano da 7.441 a 17.521, con un aumento di 10.080 unità.

Crescono in modo rilevante anche Cremona, con un aumento complessivo del 128,8% e +813 lavoratori stimati coinvolti; Lecco, con +46,6% di ore complessive e +1.041 lavoratori; Como, con +6,5% di ore complessive, ma soprattutto con una crescita della straordinaria del 72,8% e +327 lavoratori stimati.

A livello regionale, i lavoratori interessati dalla cassa integrazione passano invece da 56.696 a 54.436, con una lieve riduzione (-2.260 unità) ma dentro questo dato si registra uno spostamento pesante: i lavoratori coinvolti nella cig ordinaria diminuiscono di 12.573 unità, mentre quelli interessati dalla straordinaria aumentano di 10.360, palesando come cali la parte più connessa alle flessioni temporanee e cresca quella legata a situazioni più strutturate.

Il conflitto

«Il dato lombardo – tira corto Salvatore Monteduro, alla guida della Uil Lombardia – va letto con attenzione. Il calo complessivo delle ore di cassa non basta a rassicurare, perché cresce molto la straordinaria, usata nelle crisi aziendali e nei processi di riorganizzazione». E aggiunge: «Resta fortissima la preoccupazione per il conflitto in Medio Oriente, che continua a produrre instabilità: in una regione manifatturiera come la Lombardia, questi fattori possono tradursi in nuove difficoltà industriali e occupazionali».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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