Bonus casa, quali sono le misure ancora attive

Il 2026 ha mandato in pensione il cosiddetto «Superbonus». Anche il Bonus barriere architettoniche non è stato prorogato. Per quest’anno rimangono però attivi quattro tipi di agevolazioni che riguardano la casa: il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus per l’efficientamento energetico, il sismabonus e il bonus mobili ed elettrodomestici. Vediamo come funzionano, chi ne può beneficiare e come si possono richiedere.
Bonus ristrutturazioni
Una prima agevolazione riguarda chi ristruttura la propria abitazione o le parti comuni di edifici residenziali. In questo caso è possibile detrarre dall’Irpef una parte delle spese dei lavori sostenute durante l’anno, ripartendo la detrazione tra tutti coloro che hanno contribuito alla spesa e ne hanno diritto.
Fino al 31 dicembre 2024 i bonus edilizi prevedevano aliquote tra il 50% e l’85%, che variavano a seconda dell’intervento e della natura dell’immobile. La legge di Bilancio 2025 invece ha sancito che sulle spese sostenute dal 2025 al 2027 le aliquote applicate saranno solo due, su un massimo di 96mila euro per unità immobiliare:
- Detrazione del 50% per i lavori sulla prima casa;
- Detrazione del 36% per le abitazioni diversa dalla principale;
Queste aliquote nel 2027 cambieranno, passando al 36% sulla prima casa e 30% sulle altre abitazioni. Dal 2028 al 2033 il tetto di spesa scenderà a 48mila euro per tutte le abitazioni, con una detrazione del 30%.
La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali dello stesso importo. Sono esclusi i lavori per sostituire impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, mentre per quanto riguarda gli interventi di ristrutturazione di immobili residenziali «adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione», la detrazione spetta ridotta della metà.
L’agevolazione riguarda i contribuenti Irpef:
- Proprietari degli immobili oggetto dell’intervento;
- Titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili;
- Gli inquilini;
- Il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado);
- Il convivente “more uxorio”, cioè chi convive, senza essere sposato, con il proprietario dell’immobile.
Ecobonus
Per il 2026 è confermato anche il cosiddetto «ecobonus», l’agevolazione fiscale che riguarda gli interventi per aumentare l’efficienza energetica degli edifici. Chi effettua questo tipo di lavori può detrarre una parte delle spese sostenute dall’Irpef o dall’Ires. Anche in questo caso la detrazione va ripartita in 10 rate annuali di uguale importo.
La condizione indispensabile per usufruire del bonus è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, censiti o per i quali è stato chiesto l’accatastamento, di qualunque categoria catastale. Anche in questo caso valgono le aliquote introdotte con la legge di Bilancio 2025. Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 le detrazioni sono:
- Al 50% per i lavori di efficientamento energetico sulla prima casa;
- Al 36% per gli altri immobili.
Nel 2027 le detrazioni passeranno, come per il bonus ristrutturazioni, al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili.
Esempi di interventi (a questo link l’elenco completo) per cui si può usufruire dell’agevolazione sono:
- Miglioramento termico dell’edificio:
- Riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento: lavori per coibentazioni, coperture, installazione di pavimenti o di finestre con infissi;
- Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;
- Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione;
- Acquisto e posa delle schermature solari e impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
- Acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per controllare a distanza gli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda e di climatizzazione;
- Acquisto e posa di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti;
- Acquisto e posa di generatori d’aria calda a condensazione.
Possono usufruire dell’ecobonus, oltre ai proprietari dell’immobile su cui viene realizzato l’intervento di efficientamento, anche:
- I titolari di un diritto reale sull’immobile;
- I condòmini (per gli interventi sulle parti comuni condominiali);
- Gli inquilini;
- I comodatari.
- Il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado)
- Il convivente more uxorio.
Sismabonus
Un'altra detrazione rimasta in vigore anche per il 2026 è il cosiddetto sismabonus. Come si può intuire dal nome, consiste nella possibilità, per chi ha eseguito interventi per adeguare un edificio alle norme antisismiche, di detrarre una parte delle spese dalle imposte sui redditi (Irpef o Ires). La detrazione riguarda anche l’acquisto di immobili antisismici. Si può farne richiesta per le somme spese durante l’anno e può essere ceduta se si riferisce a interventi su parti comuni di condomini.
Dal 1° gennaio 2025 anche il sismabonus è stato adeguato alle aliquote del bonus ristrutturazioni:
- 50% per i lavori effettuati sulla prima casa;
- 36% per gli altri immobili.
La spesa massima su cui può essere calcolata la detrazione è di 96mila euro per unità immobiliare. Anche in questo caso viene suddivisa in dieci rate annuali di uguale importo.
Bonus mobili ed elettrodomestici
Un ultimo bonus riguarda l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Solo nel caso in cui siano destinati ad arredare immobili o parti comuni di edifici residenziali oggetto di ristrutturazione, può essere richiesto una detrazione Irpef del 50% della spesa calcolata su un importo massimo di 5mila euro. La detrazione, suddivisa in dieci quote annuali dello stesso importo, comprende anche le eventuali spese di trasporto e montaggio.
Può beneficiarne chi entro il 31 dicembre 2026 acquisti nuovi e ha realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni.
Queste le classi che devono avere gli elettrodomestici:
- Forni: non inferiore alla classe A;
- Lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie: classe E;
- Frigoriferi e i congelatori: classe F.
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è specificato che il pagamento dei mobili o degli elettrodomestici va fatto con bonifico o carta di debito o credito, mentre non sono consentiti assegni bancari, contanti o altre modalità.
Il limite massimo di spesa riguarda la singola unità immobiliare, comprese le pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione: il contribuente che esegue ristrutturazioni su più unità immobiliari ha dunque diritto più volte al beneficio.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
