Economia

Bcc bresciane, finanziate imprese e famiglie per 5,8 miliardi di euro

Il presidente della Federazione lombarda Azzi: «Conosciamo i territori e le aziende»
Flavio Archetti
La firma dell'intesa tra Anci Lombardia e Federazione lombarda delle Bcc
La firma dell'intesa tra Anci Lombardia e Federazione lombarda delle Bcc

Per le Banche di credito cooperativo bresciane il 2025 è stato un anno di crescita. A ufficializzarlo, ieri, è stata l’assemblea annuale della Federazione Lombarda delle Banche di credito cooperativo, svolta a Certosa di Pavia.

Presenti con 213 sportelli in 132 Comuni, in 44 dei quali sono l’unica presenza bancaria, nei 12 mesi dell’anno scorso le Bcc bresciane hanno raccolto direttamente dalla clientela ben 10,5 miliardi di euro, in crescita del 4,9% rispetto al 2024, e hanno restituito alle attività e alle famiglie sotto forma di prestiti 5,8 miliardi di euro (impieghi), segnando un miglioramento dell’1,2% sull’anno precedente, significativo perché l’industria bancaria italiana ha complessivamente ristretto la borsa del 2,1%.

Di valore per il mondo del lavoro la quota di mercato in cui sono finiti questi impieghi, vale a dire le piccole imprese, quelle tradizionalmente più bisognose di prestiti e più in difficoltà a ottenerli. A loro nel 2025 la Bcc bresciane hanno dato il 56,2% degli impieghi, per la precisione il 29,8% a quelle che hanno da sei a meno di venti dipendenti e il 26,4% a quelle (microimprese) con un massimo di cinque addetti. Tra i settori di destinazione delle attività finanziate, la quota più alta è andata a turismo e ristorazione (28,4%) e all'agricoltura (25,6%), seguite da attività immobiliari (23%), commercio (18,7%) e costruzioni (17,3%).

Ottimo per le Bcc bresciane anche il livello raggiunto per il rischio di credito, con le sofferenze sugli impieghi scese allo 0,8% quando la restante parte dell'industria bancaria ha avuto problemi nel 2,2% dei casi.

Il punto

Il bilancio complessivo regionale 2025 delle ventisei Bcc (720 sportelli, 220mila soci, più di un milione di clienti e 5.400 dipendenti) si è chiuso con segni altrettanto positivi. In questo caso la raccolta diretta ha toccato i 38 miliardi di euro (+4,2%), la raccolta indiretta i 14,8 miliardi (+7,3%) e gli impieghi lordi i 25,9 miliardi (+4,4%).

Per le destinazioni dei prestiti, quelli alle famiglie hanno raggiunto i 10 miliardi di euro (+5,5% contro +3,7% dell’industria bancaria), e va considerato che al netto delle sofferenze la variazione è stata del 5,6% quando il complesso dell’industria bancaria non è andato oltre il 3,7%. Al comparto produttivo invece sono arrivati 14,6 miliardi di euro (+2%), il 19,8% destinati a micro e piccole imprese, con il comparto agricolo al 21% dei prestiti, seguito da quello turistico, dalle attività immobiliari e dalle costruzioni con il 12% ognuno.

Miglioramenti per la qualità del credito anche a livello regionale, tra crediti deteriorati scesi del 16,3% e sofferenze diminuite del 18,4%. Per gli ottimi risultati del 2025, il presidente della Federazione Alessandro Azzi ha spiegato come «Nel sostegno all’economia reale le Bcc hanno un vantaggio competitivo non banale, perché conoscono le imprese, i territori dove operano e chiamano per nome gli imprenditori. In futuro? Accompagnare l’evoluzione delle Pmi significherà sempre di più sostenerne gli investimenti in tecnologia e in sostenibilità, favorire il passaggio generazionale, ed evitare che la transizione verso l’intelligenza artificiale si trasformi in un fattore di esclusione economica».

La firma

Durante l’assemblea è stato firmato il protocollo d’intesa tra Anci Lombardia e Federazione Lombarda delle Bcc - sottoscritto dai presidenti Azzi e Mauro Guerra - con il doppio obiettivo di incentivare presenza e innovazione dei servizi bancari delle Bcc nei territori, e svilupparne la capacità di servizio nei confronti delle amministrazioni comunali e dei loro consorzi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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