Popolare di Sondrio, nel weekend la migrazione ai sistemi Bper

Sarà un week end di passaggio e trasformazione quello che attende i correntisti bresciani delle circa 30 filiali di Banca Popolare di Sondrio, che lunedì si sveglieranno sotto un’insegna diversa, complice la fusione per incorporazione dell’istituto di credito valtellinese in Bper, la cui «deadline» è fissata proprio per lunedì 20 aprile 2026.
Nella fine settimana è in programma il cosiddetto «conversion weekend», il passaggio chiave che porterà alla migrazione dei rapporti e delle procedure della clientela verso i sistemi del gruppo Bper. È lo snodo conclusivo di un percorso avviato nel febbraio 2025 con l’Opas lanciata da Bper e proseguito, dall'agosto dello stesso anno, con l'ingresso di Bpso nel perimetro del gruppo e l'apertura di 23 cantieri di integrazione.
«Si tratta di un momento delicato – spiega il direttore regionale Lombardia Est Triveneto di Bper, Maurizio Veggio – per il quale stiamo concentrando il massimo impegno organizzativo e operativo, con l’obiettivo di garantire un passaggio fluido per la clientela. Sono previsti alcuni interventi funzionali alla migrazione, già comunicati a tutti i clienti».
Oltre 100 le filiali Bper nel Bresciano
Che, detto con parole diverse, significa che nella notte tra venerdì e sabato sono previste alcune ore di sospensione del funzionamento delle carte e dei prelievi Atm per permettere il passaggio dei dati (ndr). L’operazione rafforza in modo significativo la presenza di Bper sul territorio bresciano: gli sportelli in provincia passeranno dagli attuali 72 a oltre 100, con una platea complessiva di circa 300 mila clienti.

Un salto che si inserisce in una dinamica di crescita anche alivello nazionale: con l’ingresso di Sondrio, Bper si posiziona tra le principali banche del mercato domestico, con circa 23 mila dipendenti, circa 2.000 filiali, 6 milioni di clienti e più di 420 miliardi di euro di asset finanziari in gestione. La quota di mercato nazionale raggiunge l’11% per numero di sportelli e sale al 18% in Lombardia, con il 58% della rete commerciale concentrato nelle aree a più alta produttività industriale del Paese.
«È un rafforzamento concreto della nostra presenza e della capillarità della rete – sottolinea Veggio – che ci consente di essere ancora più vicini a famiglie e imprese». Sul piano strategico, l’integrazione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita di Bper, che punta a offrire alla propria clientela una gamma sempre più ampia di servizi, prodotti e consulenza evoluta per sostenere famiglie e imprese.
I lavoratori: l’intesa con i sindacati
La fusione per incorporazione è stata accompagnata da un accordo sindacale, raggiunto nei giorni scorsi. Che porterà ad armonizzare anche i trattamenti economici e normativi delle due realtà coinvolte. Nel dettaglio, è stata assicurata la salvaguardia di tutti i trattamenti economici consolidati e in essere al momento della fusione, insieme all'estensione ai nuovi colleghi dei trattamenti migliorativi previsti dalla contrattazione di secondo livello di Bper, tra cui permessi, banca del tempo solidale e percorsi inquadramentali. Previsto un incremento progressivo del valore del ticket pasto e, per il personale proveniente dall’ex popolare valtellinese, l'aumento del contributo aziendale al Fondo pensione dall'attuale 3,40% al 3,90%, che passerà poi per tutto il personale Bper al 4% dal 1° gennaio 2027.
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