La domotica per alberghi entra a pieno titolo nella strategia di crescita di Ave. Il gruppo della famiglia Belli (alla presidenza Alessandro Belli affiancato dai figli Emanuele e Tommaso), storico produttore di materiale elettrico (placche e interruttori, videocitofoni) per gli immobili, ha acquisito lo scorso maggio il 60% di Hcs, società con sedi a Rimini e Milano specializzata nella domotica per hotel.
Un’operazione che non punta tanto ad aumentare nell’immediato il volume d’affari quanto ad acquisire competenze tecnologiche e una presenza consolidata in un segmento considerato ad alto potenziale. «L’acquisizione rientra nel nostro piano di sviluppo e rafforza la presenza in un settore che riteniamo strategico, quello legato alla domotica per gli alberghi», spiega l’amministratore delegato di Ave, Emanuele Belli.
Gli obiettivi dell’acquisizione
Hcs è una realtà da circa 2,5 milioni di euro di fatturato e una dozzina di dipendenti, ma porta in dote trent’anni di esperienza nella progettazione di sistemi di controllo e automazione dedicati all’ospitalità. Ave ha rilevato il 60% del capitale lasciando il restante 40% ai fondatori, che continueranno a guidare l’azienda per accompagnarne la crescita e trasferire competenze al gruppo bresciano.
La scelta di mantenere in società gli imprenditori storici (il fondatore Paolo Casadei e accanto a lui il figlio Giacomo) risponde alla volontà di preservare il patrimonio di know-how sviluppato da Hcs. L’azienda continuerà inoltre a operare con il proprio marchio e con il canale commerciale che l’ha resa un riferimento nel settore delle forniture dirette agli alberghi, mentre Ave manterrà la propria rete distributiva tradizionale, basata su grossisti di materiale elettrico e installatori. «L’integrazione – spiega Emanuele Belli – non passerà dall’unificazione dei marchi, ma dalla condivisione di ricerca e sviluppo e dalla complementarità dell’offerta».
Hcs
Fondata trent’anni fa da Paolo Casadei, Hcs negli anni ha sviluppato piattaforme integrate per la gestione intelligente delle strutture ricettive. I suoi sistemi consentono di controllare camere e aree comuni attraverso software centralizzati, gestire accessi digitali, supervisione remota, climatizzazione, illuminazione, allarmi e automazione degli ambienti. Le soluzioni sono progettate per aumentare il comfort degli ospiti e migliorare l’efficienza operativa ed energetica degli hotel, con risparmi medi sui consumi delle camere che possono raggiungere il 40%. L’azienda ha realizzato installazioni in oltre 800 strutture ricettive, per circa 45 mila camere.
Per Ave il mercato alberghiero rappresenta oggi una quota ancora marginale del business, pari al 2-3% del fatturato. L’obiettivo è però farne una vera divisione di sviluppo, capace nel medio termine di incidere per il 10-15% dei ricavi complessivi, intercettando un comparto sempre più orientato verso digitalizzazione, sostenibilità e gestione intelligente degli edifici.
Il numeri di Ave
L’operazione arriva dopo un 2025 particolarmente positivo per il gruppo bresciano. Ave ha registrato una crescita superiore al 10% dei ricavi in tutti i principali canali – mercato italiano, export e clienti direzionali – chiudendo l’esercizio con un valore della produzione di 55,5 milioni di euro, in aumento rispetto ai 49,8 milioni del 2024; un ebitda che è passato dai 6,4 milioni del 2023 agli 8,2 milioni del 2024, fino ai 9,7 milioni del 2025. Marcata la crescita dell’utile netto, salito a 4,8 milioni dai 3,7 milioni dell’anno precedente.




