Economia

Acciaio, la tecnologia si allea alla siderurgia

La crescita delle rinnovabili utility-scale, la diffusione dei contratti energetici a lungo termine e lo sviluppo dei sistemi di accumulo stanno trasformando il modo in cui le imprese acquistano e gestiscono l’energia
Prodotti finiti in acciaio
Prodotti finiti in acciaio

Le nuove possibilità tecnologiche e le capacità dei capitani dell’industria sono e saranno in futuro il miglior alleato della siderurgia italiana e delle imprese energivore, alle prese con approvvigionamenti e costi dell’energia instabili e difficili.

Oggi a fare la differenza in positivo ci possono essere l’integrazione di grandi impianti rinnovabili, i sistemi di accumulo sempre più capaci, le infrastrutture di rete migliorate in efficienza, e i contratti energetici a lungo termine, tutte possibilità destinate a determinare in meglio il costo dell’elettricità e a garantire competitività al made in Italy. Come spiegato in un interessante articolo dagli esperti di Kerr, per oltre vent’anni questi costi sono stati legati soprattutto al prezzo del gas, ma per questo paradigma è in corso un cambiamento.

Lo scenario

La crescita delle rinnovabili utility-scale, la diffusione dei contratti energetici a lungo termine e lo sviluppo dei sistemi di accumulo, stanno trasformando il modo in cui le imprese acquistano e gestiscono l’energia.

Per un settore come la siderurgia il problema non è più allora solo il prezzo medio dell’elettricità, ma la crescente volatilità dei prezzi durante la giornata. Nel primo trimestre di quest’anno, secondo i dati del mercato elettrico pubblicati dal Gestore dei mercati energetici, il Prezzo unico nazionale (Pun) si è collocato mediamente tra 85 e 100 euro per MegaWatt/ora. Il dato medio però racconta solo una parte della storia. Con l’aumento della produzione fotovoltaica, nelle ore centrali della giornata il mercato elettrico registra sempre più spesso prezzi molto bassi, che nelle ore serali tornano a salire.

Per un’industria che lavora 24 ore su 24 significa che il costo dell’energia dipende sempre più dal momento in cui viene consumata. Il punto allora diventa non solo quanto costa l’energia, ma anche quando è disponibile a prezzi competitivi.

In questo contesto il meccanismo Energy release (il Gestore dei servizi energetici mette a disposizione energia prodotta da impianti rinnovabili a prezzi calmierati) sta assumendo un ruolo crescente e già tra gennaio e marzo di quest’anno ha consentito di coprire il 15-20% del fabbisogno degli ambiti produttivi più esposti alla concorrenza internazionale.

Parallelamente è in via di sviluppo il mercato dei Corporate power purchase agreements, contratti a lungo termine per l'acquisto di energia da nuovi impianti rinnovabili, fissando il prezzo per periodi fino a dieci anni. E determinanti saranno anche i nuovi sistemi di accumulo, con sempre più imprese impegnate a investire in batterie che immagazzinano energia acquistata nelle ore di prezzo più basso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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