Dalla direttiva sugli imballaggi a quella sulle acque reflue, passando per il regolamento Ets sul sistema di scambio delle emissioni di gas a effetto serra alle nuove norme in materia di parità salariale. Per la life company A2A, partecipata al 25% dal Comune di Brescia (pari quote possedute da quello di Milano), quello che viene discusso e deciso in Europa è ciò che impatta sull’ecosistema quotidiano dell’azienda.
«A dicembre 2021, al termine del periodo più duro della pandemia e all'inizio della crisi energetica, ci siamo confrontati sulla necessità di avere una presenza stabile nelle sedi istituzionali europee - spiega Filippo Bonaccorsi, responsabile Public affairs di A2A -. Praticamente qualsiasi normativa nazionale o regionale è di derivazione comunitaria: la decisione è perciò stata facile».




