Giustizia umana e giustizia divina, diritto ed etica, bene e male, verità e menzogna. E si potrebbe continuare, perché il tema della giustizia non solo coinvolge da sempre la collettività, ma tocca le corde più profonde del nostro essere umani. Ne è andata in scena una emozionante testimonianza all’auditorium San Barnaba (sala gremita), dove il procuratore e il teologo hanno dialogato, non alla ricerca di dogmi inconfutabili, ma in cammino insieme per tracciare una rotta verso il domani. A confrontarsi il filosofo e teologo Vito Mancuso ed il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Brescia, Guido Rispoli, per il Festival LeXGiornate, introdotti dal maestro e direttore artistico della manifestazione Daniele Alberti.
L’incontro
«Signor teologo, noi giuristi siamo abituati a porci il quesito della legittimazione – esordisce Rispoli –, nelle aule dove sono presenti magistrati, testimoni, imputati. Chiedo allora a lei perché ritiene di essere legittimato a parlare di giustizia e, nella fattispecie, di giustizia divina». Una domanda senz’altro pertinente e attuale ai giorni nostri, almeno da quando la «morte di Dio» (con riferimento a Nietzsche) è diventata di dominio comune.



