Da «Death in Venice» a «Coppelia», la stagione lirica 2026 del Grande

Una novità e tanta tradizione. Presentata nel Ridotto del massimo cittadino, la stagione 2026 di Opera e Balletto promossa dalla Fondazione Teatro Grande propone un ricco cartellone. «Partiamo dal record dello scorso anno» ha ricordato il sovrintendente Umberto Angelini «con 1222 abbonati. Numeri che raccontano di una crescita costante del pubblico, ma che riflettono anche il successo di Capitale della Cultura 2023».
Il cartellone
Ad Alessandro Trebeschi, segretario artistico della stagione, è spettato introdurre i titoli in cartellone, a cominciare dalla prima assoluta per il palcoscenico del Teatro Grande, «Death in Venice» di Benjamin Britten che aprirà la stagione il 25 settembre: «L’opera è un capolavoro del Novecento e nacque in parallelo, seppur indipendentemente, al film di Luchino Visconti. L’opera privilegia la dimensione del dramma psicologico, fondato sull’incomunicabilità, ma l’allestimento a cura della regista Rodula Gaitanou non potrà non tenere conto delle suggestioni cinematografiche».

Il ruolo del protagonista Aschenbach, che Britten scrisse per il compagno di una vita Peter Pears, è affidato al tenore Toby Spence. Accanto a lui, in un cast molto numeroso, si segnalano il baritono Dominic Sedgwick, che interpreta Dioniso e le molteplici figure incontrate dal protagonista, e il controtenore Danilo Pastore come voce di Apollo. Alla guida dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, presente a tutti gli appuntamenti con il coro di Opera Lombardia, sarà l’australiano Daniel Smith.
Più nel solco della consuetudine l’appuntamento con «Turandot» di Puccinia ottobre, da molti considerato il punto d’arrivo della storia del melodramma, presentato nella versione originale, rimasta incompiuta per la morte del compositore. Nel ruolo della principessa Turandot si alterneranno i soprani Caterina Meldolesi e Libby Sokolowski. Il principe Calaf sarà interpretato dal tenore Roberto Aronica, in alternanza con Eduardo Niave. Completano il cast Baopeng Wang come Timur, Gianluca Moro nei panni di Altoum, Paolo Ingrasciotta nei panni di Ping e Giacomo Leone in quello di Pong. La regia, affidata tramite un bando riservato agli under 35 promosso da OperaLombardia e Opera Europa, sarà di Nadir Dal Grande, mentre alla bacchetta ci sarà Alessandro Agostini.
«L’italiana in Algeri» di Gioachino Rossini è il terzo appuntamento in cartellone (26 e 28 novembre). Un dramma giocoso, che mescola elementi comici all’esplorazione dell’incontro tra culture diverse che, come ha spiegato Trebeschi, «il regista Fabio Cherstich racconterà da una prospettiva diversa, trasformandolo in un conflitto tra classi sociali». Il cast è formato dai giovani vincitori del concorso AsLiCo: il mezzosoprano Ilariandrea Tomasoni è Isabella, il baritono Lorenzo Liberali interpreta Taddeo, il basso Jaeyul Kim è Mustafà e il tenore Marco Ciaponi veste i panni di Lindoro. Dirige Alessandro Palumbo.
Chiusura, a dicembre, con il più classico dei dittici operistici, formato da «Cavalleria rusticana» di Mascagni e «Pagliacci» di Leoncavallo (11 e 13 dicembre), per la direzione di Biagio Micciulla e la regia di Davide Marranchelli. Clarissa Costanzo sarà Santuzza, con il Turiddu di Max Jota e l’Alfio di Sebastian Catana, mentre Laura Brasò sarà Nedda con il Canio di Davide Piaggio.
Il balletto
Immancabile l’appuntamento con il balletto classico. Quest’anno la scelta è caduta su «Coppélia» di Leo Delibes su coreografie di Jean-Guillaume Bart, con il Ballet de l’Opéra national du Capitole. L’appuntamento è per il 7 e l’8 novembre con questo balletto in tre atti danzato in prima italiana dalla compagnia.
Le iniziative collaterali
Da tempo, con «OPEN. Il Grande accessibile», il Teatro investe energie per promuovere la partecipazione attiva di persone con fragilità sensoriali e cognitive grazie a soprattitoli, audiodescrizioni, tavole tattili, video in LIS, percorsi multisensoriali in backstage, nonché un sistema di ascolto assistito per ipoudenti. In programma anche uno workshop accessibile di avvicinamento alla danza, rivolto a spettatori under 35 con disabilità. Per prenotarsi, è sufficiente scrivere alla mail accessibilita@teatrogrande.it.
Iniziativa collaterale storica e sempre riconfermata è invece la rassegna «Pazzi per l’opera», occasione anche per i non addetti ai lavori di conoscere il mondo della lirica grazie agli interventi di appassionati melomani. Il matematico Marco Degiovanni presenterà Britten, il latinista Roberto Gazich presenterà «Turandot», l’avvocato Piergiorgio Vittorini racconterà «L’italiana in Algeri» mentre il filologo Roberto Tagliani introdurrà «Cavalleria rusticana» e «Pagliacci».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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