Quando «gli inascoltati» insegnano ad ascoltarci (e a guardarci dentro)

Il primo romanzo di Diego Minonzio, giornalista, direttore di quotidiani, racconta della vita di redazione, ma prima ancora della redazione di ogni vita, compresa la nostra
Diego Minonzio
Diego Minonzio

Una linea retta, un segmento finito, ai punti estremi, io e lui, lui ed io. Con Diego Minonzio mi sento così, all’opposto, tranne che per l’aspetto fisico, vagamente somigliante, soprattutto in foto. Uno scherzo del destino per legare due persone differenti in tutto per tutto: io entusiasta e ottimista, tanto da lambire l’ingenuo, lui disilluso e pessimista, ai limiti del Giansenismo; lui detesta i due punti nei titoli, io li adoro.

Un lungo preambolo per annunciare che Diego Minonzio, lecchese, giornalista e direttore dei quotidiani «La Provincia di Como, Lecco e Sondrio» ha scritto un libro, con un bel titolo «Gli inascoltati» (Polidoro Editore), che racconta la fresca nomina di un direttore di testata (tranquilli, è un caso) e ritrae parecchi idealtipi umani, dipingendo un mondo che per quanto mi riguarda nelle redazioni non c’è più, ma fino a pochi anni fa era la specie dominante, in assoluto.

La copertina de «Gli inascoltati»
La copertina de «Gli inascoltati»

Com’è uso in questi casi, tra colleghi, si compie la cortesia d’una recensione. Nella circostanza la faccio io, un po’ perché Diego lo conosco e per molti aspetti professionali lo stimo, un po’ perché mi parrebbe sgarbato affidarla a qualcuno che mettesse mestiere, ma non cuore.

Devo essere sincero però, altrimenti rientrerei nella categoria che Diego per primo, in quasi ogni suo articolo, addita e sbertuccia: i giornalisti cialtroni, che indossano una maschera e interpretano un ruolo. In tutta schiettezza, allora, confesso che il suo libro non mi è piaciuto. Anzi, ho fatto proprio fatica a leggerlo. Il motivo più rilevante è per come è scritto, ma qui si entra nel campo del gusto. Dovete sapere che rispetto al sottoscritto anche la prosa è antitetica, differente l’approccio stilistico.

«Rigore asburgico»

Lo ammetto e non a mio onore, reputandomi assai meno preciso e puntuale di lui. Io mi accontento di mettere in fila l’un l’altra le parole, in modo che abbiano un «mot juste», che risultino musicali all’orecchio, non detestando l’affabulazione e lo svolazzo. Diego invece ha un rigore asburgico, un puntiglio maniacale per il dettaglio, per la costruzione ordinata delle frasi, che arricchisce di coordinate e subordinate con la perizia dell’architetto. Nel nostro rispettivo piccolo, siamo io un sudamericano scappato di casa e lui un tedesco di Weimar, custode della forma nonostante faccia già capolino il crepuscolo.

Ho scritto che il suo libro non m’è piaciuto, non che non mi sia servito. Tutt’altro. Debbo a «Gli inascoltati» parecchio, a cominciare da un concetto che ora mi appare chiaro. È vero, ha ragione Diego: di tutto ciò che ogni giorno compare sul giornale, a lettori e lettrici resta pochissimo. Ciò che veramente conta nella vita delle persone non sono le Grandi Notizie, maiuscolo, bensì le circostanze e i fatti magari banalissimi che hanno condizionato la nostra esistenza, magari accaduti quando eravamo ancora bimbi.

Io, su quel punto, ci ho ragionato molto. E credo che se alla mia età, con la posizione raggiunta, mi sento ancora di dover dimostrare ogni giorno quanto valgo, probabilmente è perché da bambino ho provato sì l’amore smisurato dei miei genitori, ma altresì il senso di abbandono, il fastidio delle balie che mi ospitavano di malavoglia ma a cui ero costretto, poiché papà e mamma lavoravano.

Questo è quanto. Il libro lo trovate in edicola e merita il prezzo di copertina anche soltanto per la dilgenza con cui è stato curato. Diego Minonzio poi verrà a Brescia, sabato 12 settembre, alla Feltrinelli di corso Zanardelli, e con lui a presentarlo ci sarò io. Allora per prima cosa gli chiederò, in confidenza, di raccontarci un pezzetto di lui, come oggi ho fatto io, confessando l’evento suo personale che i giornali hanno ignorato, condizionandogli però la vita, rendendo il suo dolore così affine al mio, fraterno ad ogni essere umano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
SponsorizzatoEstate in moto: il caldo si contrasta con i capi traforatiEstate in moto: il caldo si contrasta con i capi traforati

Per quanto sembri controintuitivo, viaggiare a pelle nuda non aiuta a stare più freschi, ma aumenta il disagio e i rischi in caso di caduta

Cosmo 2050 - Speciale eclissi di agostoCosmo 2050 - Speciale eclissi di agosto

Dove, a che ora e in che modo seguire i due grandi appuntamenti estivi.

SCOPRI DI PIÙ
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ