Dieci straordinari musicisti italiani, appartenenti a generazioni diverse ma legati dalla passione per il jazz, si sono divertiti a suonare insieme nell’anfiteatro del Vittoriale, ieri straripante di pubblico. Pubblico che si è emozionato ad ascoltarli, anche se ha dovuto attendere parecchio, per farlo: il concerto «Tutta Vita» è stato infatti preceduto dal filmato omonimo che Valentina Cenni (moglie del pianista e compositore Stefano Bollani) ha girato sul processo creativo sotteso alla preparazione di un live triestino, in origine immaginato come un unicum.
Un documentario di buona qualità, impreziosito dalla fotografia calda del premio Oscar Luca Bigazzi, che tuttavia è sembrato un sovrappiù rispetto allo show medesimo, forse per questo accolto un po’ freddamente.
Il concerto di Bollani All Stars, per contro, si è rivelato un accorato «dialogo d’anime». Il supergruppo riunito dall’estroso Bollani (veterani di vertiginosa bravura come Enrico Rava e Paolo Fresu alla tromba, Daniele Sepe a sax e flauti, Antonello Salis alla fisarmonica, Ares Tavolazzi al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria, mentre la linea verde poggia sulle chitarre di Matteo Mancuso e Christian Mascetta, con Frida Bollani Magoni a piano e voce) ha trasmesso l’impressione di una «democrazia perfetta» (Rava dixit), senza gerarchie, in grado di ridurre a luminosa sintesi – per la disponibilità di ciascuno dei magnifici dieci a spogliarsi da protagonismi – linguaggi personali e approcci differenti, fughe in avanti e inseguimenti, intuizioni folgoranti, malinconiche dolcezze, assoli.
La scaletta
In scaletta inediti d’occasione («Tutta vita»), riletture visionarie di traditional dal sapore esotico (il greco «Yerakina» e il rumeno «Bun ii vinu ghiurguliu», oltre all’americano«Billy Boy»), di standard epocali (il tango della guardia vieja «El choclo», «Retrato em branco e preto» di Jobim/Buarque), addirittura esemplari di classica barocca («When I’m Laid in Earth», il lamento di Didone composto da Henry Purcell a fine Seicento), come pure «Paparazzi» di Salis, «Blues for John» di Mancuso, «Stanca» di Mascetta, come pure «Bandoleros» e «Theme for Jessica», generate dalla feconda collaborazione tra Rava e Bollani. Dopo tanta attesa, è stata una notte da applausi scroscianti.



