Cinque anni dopo la sua ultima apparizione sul palco vista lago più suggestivo d'Italia, Daniele Silvestri è tornato a graffiare e a emozionare l'Anfiteatro del Vittoriale degli Italiani. Protagonista della terza data del Festival Tener-a-mente, il cantautore romano ha regalato al pubblico una serata di grande spessore, aperta in perfetto clima d'attesa dall'esibizione acustica del giovane cantautore calabrese Alessio Alì.
Una dimensione sonora essenziale e civile
Accompagnato sul palco da Davide Savarese e Marco Santoro, Silvestri ha scelto di presentarsi in una veste in trio essenziale e calibrata, capace però di sprigionare una straordinaria forza espressiva. Il concerto ha alternato con naturalezza momenti fortemente raccolti a passaggi di forte impatto narrativo e civile, confermando quella cifra stilistica unica che da sempre unisce una scrittura colta all'ironia e all'impegno sociale.
La dimensione intima del proscenio gardonese ha amplificato la natura teatrale dell'evento, trasformando il live in un dialogo continuo, quasi confidenziale, tra l'artista e la platea.
Le «Canzoni a sdraio» cambiano pelle
Il fulcro della scaletta ha attinto a piene mani da Canzoni a sdraio (Live in studio), l'ultimo progetto discografico di Silvestri nato proprio per ridare luce ai brani meno frequentati del suo vasto repertorio, affiancati da riletture di grandi classici della sua storia musicale.
Spogliate degli arrangiamenti originari e rivestite di nuove sfumature sonore, le canzoni hanno letteralmente cambiato pelle. Il risultato è stato una costruzione musicale coerente e coraggiosa, che dimostra come per Daniele Silvestri il palco rimanga prima di tutto uno spazio di sperimentazione. Una libertà di movimento, la sua, tra ricerca musicale e puro racconto, che tra le pietre del Vittoriale ha trovato ancora una volta la sua perfetta e suggestiva cassa di risonanza.



