Dal soft clubbing alla techno: dove ballare a Brescia dopo l’addio al Lio

Cultura è anche musica, di qualsiasi genere essa sia. In questo senso le disco e i club costituiscono una occasione culturale, oltre che ricreativa e aggregativa: anche questi luoghi, dove le luci generalmente si accendono dalle 22 o da mezzanotte (quando, cioè, la quotidianità fatta di lavoro - studio e impegni vari si mette in pausa), rappresentano la nervatura di una città, la sua scintilla di vivacità.
In città le proposte non sono poche, anche se stanno per perdere un luogo simbolo della notte bresciana: la luce che sta per spegnersi per sempre è quella rosa, ipnotica, del Lio Bar, dove per ben trent’anni generazioni molto diverse tra loro hanno ballato, cantato, chiacchierato. Sabato 28 febbraio il Lio chiude con una festa che promette di attirare tantissima gente, tutta quella che vorrà salutare di persona uno dei club più frequentati della città.

Il locale di via Togni – è prevedibile – straborderà di persone, proprio come ai tempi d’oro, quelli dei martedì sera di una quindicina d’anni fa, quando si era talmente in tanti che anche i binari e la strada diventavano una pista da ballo o un finto tavolo invisibile dove trascorrere ore infinite a parlare con amici e a conoscere nuove persone.
Ananke e «Morning glory»
Accanto alla movida tradizionale, quella della notte, si sta diffondendo anche a Brescia un modo di ascoltare musica in un ambiente più «chill» e in orari decisamente meno impegnativi: la mattina. Si chiamano «Morning glory» e sono le colazioni ballate di Ananke, forneria, libreria e vineria di via Solferino dove quasi tutti i sabato mattina, dalle 11 fino al pomeriggio, è possibile ascoltare gruppi del territorio con i loro brani - le cover sono bandite - o dj set con vinili hip hop dagli anni ‘90 fino ai 2000.
L’idea è venuta al socio di maggioranza di Ananke, Beppe Pasini, che alle soglie dei 36 anni ha deciso di creare un ambiente dove ascoltare buona musica ma senza il delirio delle serate. Al «Morning glory» puoi arrivare e bere il più classico cappuccino con brioche, oppure ordinare una birretta o un calice di vino e abbinarci pane e pastrami, crostoni homemade con sarde, acciughe del Cantabrico e altri piattini invitanti.

Il «Morning glory» ricalca la nuova pratica del «soft clubbing», il nuovo trend che spopola tra la GenZ e prevede di fare una colazione/aperitivo ballando dalla mattina fino al pomeriggio. In Italia quello più famoso è l'm2o Morning Club di Albertino a Milano, che riempie la Fabbrica del Vapore di domenica mattina, dalle 10 alle 15, con musica elettronica e ospiti (tra gli ultimi c’è stato Jovanotti). Si tratta di un concetto più sano del fare festa, che mette drink e ore piccole in secondo piano.
E, a proposito di ballate diurne, non si possono non ricordare gli aperitivi in musica, proposti il generalmente il sabato, dall’Osteria Al Bianchi sia nella sede del ristorante di via Gasparo da Salò sia in Castello dalle 11 alle 18 in occasione di eventi speciali (l’ultima è stata a San Faustino).
Una proposta simile, con l’apertura nella tarda mattinata di sabato, la offre Archivio, lounge bar e bistrot in via Beccaria, davanti all’Albergo Orologio. Anche qui la musica fa da sottofondo a un aperitivo che sta diventando molto di tendenza in centro.
Vinile 45: chiude e ripare
Tornando alla movida della notte, da quando la notizia della chiusura del Lio è esplosa in molti si sono chiesti: «Cosa faremo dopo sabato?». Una domanda non banale e non scontata per chi si ritrova ad aver voglia di fare le ore piccole. Chi l’ha frequentato lo sa: di posti come il Lio, in giro, al momento non ce ne sono. Esistono, però, altre forme di clubbing sparse un po’ in giro per la città. Gli amanti della techno rimarranno un po’ delusi: prima ancora che chiudesse il Lio, infatti, il 31 dicembre ha spento le casse anche il Vinile 45 di via Abbiati, nella zona industriale di Brescia.
Solo temporaneamente, però: «A giugno riaprirà negli stessi locali un nuovo club con una diversa gestione – afferma l’ex gestore –. Da quel che so faranno sempre musica techno-elettronica».
Latte+, Spettro, Social
Non molto distante dal Vinile, in via Giuseppe di Vittorio, la techno è protagonista di alcune serate al Latte+, che ospita anche live di gruppi ed eventi con l’intramontabile musica anni ‘90. Tornando più verso il centro, in via della Ziziola sono ancora aperte le porte del Social Club, dove i dj set di elettronica, techno e hardcore si alternano a serate trap, raeggaeton e hip hop.

A questi club presenti sulla scena bresciana ormai da oltre un decennio si è aggiunto non più tardi di due o tre anni fa in via Arnaldo Soldini (una parallela di via Cremona) Spettro, uno spazio indipendente dove oltre a incontri e workshop culturali diurni nel fine settimana la pista (più che altro un lungo corridoio) si riempie di gente. «Spettro è un corridoio per esploratori sonici, e segue traiettorie specifiche - raccontano i suoi fondatori -. Alla dimensione del live è legata una forte fascinazione per la club culture, che trascende di volta in volta gli schemi della vita notturna e le formule di autoregolamentazione degli individui». Provare per credere, insomma.
Risalendo dall’ambiente underground verso mete più pop ed eleganti - di quelle con suoni meno duri e decisamente più attente all’outfit - è impossibile dimenticarsi del Circus Beat Club di via Dalmazia, discoteca sulla breccia della vita notturna cittadina da ormai oltre 25 anni. Altro veterano della notte è il Paradiso, dove a farla da padrone sono il ballo latino, il liscio e i dj set.
Tra i locali di tendenza ci sono poi anche il Seconda Classe e l’Areadocks: qui, finita la cena o l’ape lungo, si scende in pista con serate che variano di fine settimana in fine settimana. Una formula simile c’è al Reverso, rooftop lounge e club al 14esimo piano di una delle tre torri di via Flero, dove oltre alle cene con musica live vengono proposte serate di ogni genere. Di recente apertura c’è poi il Sonida di via Malta, club di riferimento per la comunità Lgbtqia+.
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