La storia del Circus Beatclub, che da 25 anni fa ballare Brescia

Il locale di via Dalmazia in città è un raro esempio di longevità. Il 24 e il 25 aprile in programma le notti celebrative per il traguardo
  • Circus, una storia lunga 25 anni
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C’era una volta. E c’è ancora. Attraverso le epoche e le generazioni: come una tradizione da tramandare da padri e madri - quelli che arrivavano all’ingresso presentando i «flyers» (i cartoncini invito) o «messi in lista» da uno dei pr che battevano la città - ai figli, quelli che ora arrivano catturati dalla comunicazione social e dalle storie Instagram degli amici. C’era una volta, nel 1999, il Circus Beatclub e, nel 2024, c’è ancora. Da 25 anni - stop da Covid a parte - in continuità.

Compleanno da circoletto rosso - con doppia serata il 24 e 25 aprile - per la discoteca di casa. Per il posto della notte d’elezione della città: citofonare in via Dalmazia, dove nessuno, attraverso gli anni, è mai rimasto deluso perché attraverso il continuo cambiamento delle proposte delle serate, chi ha bazzicato il Circus, ha sempre visto l’anticipazione dei tempi, delle tendenze e dei gusti.

Il Circus, è un club da prima che esistessero i club. Che hanno progressivamente soppiantato il concetto della discoteca tradizionale: al club, non si va per ballare, ma per vivere l’esperienza. Circus & the city: è davvero una storia d’amore - che ha conosciuto anche momenti di bassi - non convenzionale quella tra il locale, una vera azienda, oggi gestito da Antonio Gregori alla guida di uno staff molto affiatato.

La storia

Non convenzionale perché in un mondo che brucia tutto e che lo fa in fretta, trovare non solo nel territorio, ma a livello nazionale un caso di longevità come quello che stiamo raccontando in un settore così volubile, è pressoché una rarità. Di più: il richiamo del Circus, fin dalle origini, ha saputo oltrepassare i confini locali e attirare gente, sportivi compresi (c’è stato un tempo in cui le domeniche sera facevano concorrenza ai locali di Milano di riferimento per i calciatori quali il Tocqueville e l’Hollywood), da tutto il Nord Italia.

Ovviamente è avvenuto il ricambio generazione («è bellissimo vedere in pista oggi i figli degli clienti storici») e sono cambiate anche le gestioni: «Ma c’è sempre stata una continuità nella visione e non è mai cambiata una cosa: il Circus ha sempre avuto una sua anima ed è davvero considerata casa sia da chi lo frequenta che da chi lo gestisce. Questo è uno dei nostri segreti» racconta Gregori che ha effettuato il passaggio cliente-titolare così come al suo tempo fece Jacopo Coppiardi che della nascita del Circus fu testimone: «Lavoravo nel mondo dell’architettura - ha raccontato in una intervista per i canali social del club - ma mi piaceva la notte e mi piaceva organizzare feste. Quando iniziò questa avventura, Luca Pizzi col quale avevo già collaborato per serate nei suoi locali, mi chiese di aiutarlo. Dapprima mi sono occupato di contabilità, poi ho fatto il direttore e quindi il vocalist (oggi c’è Brio, ndr)...Comunque ricordo ancora la serata d’inaugurazione: spedimmo 1500 inviti nelle buste e con i francobolli...Che tempi».

Come è nato

Il Circus ha preso vita sulle ceneri del fu Blade: «Che era un locale bellissimo, frequentato dalla Brescia stilosa e "fighetta". Poi chi lo gestiva ebbe dei problemi e mi propose di comprare delle quote: lo rilevai tutto» racconta Luca Pizzi che ha vissuto da protagonista i primi 10 anni del Circus prosegue: «La mia idea, per me che avevo anche ispirazioni internazionali visto che viaggiavo molto, era quella di proporre serate anche per gente facoltosa facendoli sentire come se fossero a casa loro, ma senza poi "dover fare i mestieri"...I segreti? Cercare di essere sempre avanti, ma sempre sintonizzati sul tempo presente. Il nome del locale? Derivava dal Circus Café, un locale che avevo a Orzinuovi, ma che aveva un’altra impostazione». Uno spin off insomma. «Il modo di divertirsi dei ragazzi - dice Gregori molto fiero di aver a suo tempo introdotto la serata hip hop e r’n’b del giovedì - è molto cambiato. Una volta per vivere un evento l’unico modo era esserci. Oggi si scorrono i social e vede in diretta chi c’è e com’è. Inoltre il mood è "meno tempo e più tardi" ovvero in discoteca si viene dall’1.30 alle 3.30 del mattino: prima di quell’ora vincono le cene spettacolo e altre formule». C’era una volta il Circus: e c’è ancora.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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