Raffaele Pe: «Con Saturnino subito scintilla: il nostro Barocco è rock»

Il controtenore sarà protagonista a dicembre, al Teatro Grande, di un concerto con lo storico bassista di Jovanotti
Andrea Faini
Raffaele Pe e Saturnino
Raffaele Pe e Saturnino

Il Barocco incontra l’elettronica, con la benedizione di Baricco e Jovanotti. Succederà al Teatro Grande, il prossimo 18 dicembre in Sala Grande, con una proposta insolita, che nasce dall’incontro tra Raffaele Pe, controtenore tra i più apprezzati della scena internazionale, qui impegnato per la prima volta anche al pianoforte, e Saturnino, bassista versatile, noto per la sua storica collaborazione con Jovanotti.

L’incontro

«Ci siamo conosciuti anni fa a Lodi, durante il festival Orfeo Week» ricorda Raffaele Pe. «In occasione di un recital poetico di Mariangela Gualtieri, ci siamo trovati insieme sul palco ed è immediatamente scoccata la scintilla, a partire dalla curiosità reciproca: Saturnino è affascinato dal Barocco e io dall’elettronica».  La collaborazione ha già dato i suoi frutti. «Su richiesta ministeriale, abbiamo realizzato una sigla per il padiglione italiano all’Expo del 2027 a Belgrado. L’idea era di coniugare tradizione e modernità, suono antico e contemporaneo: precisamente il terreno di incontro che volevamo esplorare insieme».

Baricco & Barocco

Ora il progetto si concretizza in un concerto, presentato in anteprima lo scorso 12 maggio alla Scuola Holden di Torino. Racconta Pe: «Siamo stati incoraggiati in questa sperimentazione sia da Alessandro Baricco che da Jovanotti. Io sono convinto da sempre che sia giusto guardare oltre il proprio mondo di riferimento, per raggiungere nuovi pubblici e trovare nuovi modi di condividere la bellezza che, come musicisti, abbiamo il privilegio di coltivare». 

Quale sarà il programma del concerto che andrà in scena al Grande? «Troveremo fianco a fianco autori e linguaggi molto diversi: Monteverdi e i Beatles, Haendel e il jazz, Purcell e i cantautori. Ma il vero motivo di interesse è la contaminazione: grazie alle sonorità del basso, le melodie del Seicento e del Settecento potranno esprimere la loro eterna meraviglia in una veste più accessibile al pubblico di oggi, mentre la mia voce da controtenore colorerà di nuove sfumature canzoni che tutti conoscono e che sicuramente il pubblico potrà cantare insieme a noi».

Mondi musicali

Qualche purista potrebbe storcere il naso, ma Pe la pensa diversamente: «Il Barocco nasce come danza, meraviglia, piacere. Divertirsi non è una colpa, significa restituire a questo repertorio la sua dimensione popolare e genuina, coinvolgendo nuovi ascoltatori». Il progetto sarà arricchito dalla partecipazione del compositore Renzo Vitale, che curerà il live electronics. «È una collaborazione molto preziosa» aggiunge Pe «che permette alla voce e ai suoni di trasformarsi, dando un’ulteriore profondità musicale al progetto».

La data di Brescia sarà una tappa di un percorso che prevede molte date nel 2027. Ma Raffaele Pe sarà molto impegnato anche nella sua veste più tradizionale: «Attualmente sono sul palco del Maggio Musicale Fiorentino per il Giulio Cesare in Egitto di Haendel, mentre quest’estate realizzerò un sogno, cantando al Festival di Salisburgo nello Stabat Mater di Vivaldi diretto da Jordi Savall. E poi ancora, mi aspettano la Semele di Haendel a Bologna e L’incoronazione di Poppea a Berlino. Sono molto felice di poter far convivere tanti modi diversi di essere musicista».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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