Musica

Per gli Onder «Un’altra stagione» in veste digitale

Il secondo disco della band fondata da Angelo Zucchi segna un nuovo corso
La band: il nome «Onder» è un omaggio al giornalista televisivo - © www.giornaledibrescia.it
La band: il nome «Onder» è un omaggio al giornalista televisivo - © www.giornaledibrescia.it
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«Siamo digitalmente pigri. È passato un anno dalla presentazione del disco e ora siamo finalmente sbarcati sulle piattaforme online». Esce subito allo scoperto Angelo Zucchi, musicista di lungo corso e deus ex machina degli Onder.

La band bresciana da lui fondata nel 2019, dopo precedenti esperienze con gli indimenticati Dead CanDies e Jesus Etc., ha valicato i confini dell’analogico per colonizzare finalmente anche gli spazi digitali. Il loro secondo disco, «Un’altra stagione», comprende sei brani ed è stato registrato come il precedente (battezzato «Onder», ma per gli amici «Miramar», ndr) nello studio La Buca Recording Club di Simone Piccinelli a Montichiari.

Il quintetto, completato da Greta Frera (ex Viadellironia) alle chitarre, Roberta Zani alla voce, Alessandro Vezzoli al basso e Riccardo Codoni (già nei Wop) alla batteria, aggrega intorno ai testi e alle melodie di Zucchi sonorità cantautorali retrò, in cui il gusto di una scrittura poetica alla maniera di Diaframma e Baustelle si unisce ad una matrice rock con venature new wave.

«L’accostamento a quelle band ci onora - si schermisce Zucchi - e in effetti i riferimenti musicali, anagraficamente parlando, sono per me gli stessi e così il vissuto che ne esce. Ma restando in tema di stagioni, la nostra band ne comprende molte. Perché se io ho superato i cinquant’anni, Roberta e Greta ne hanno invece trenta. Nonostante ciò la sintonia artistica è totale».

Tornando invece al titolo del disco, «è un auspicio non solo filosofico ma anche intenzionale. Richiama alla necessità di un altro modo di vedere le cose, di un altro panorama globale, rispetto a quello che stiamo vivendo in questo periodo» esplicita Zucchi. Un riferimento alla politica, alla società, ma anche all’ambito musicale. «Nonostante non sia un periodo facilissimo per le band come la nostra che fanno pezzi originali noi continuiamo imperterriti» assicura Zucchi. In attesa che «Un’altra stagione» torni a rinverdire anche le praterie dell’indie nazionale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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