Brandi Carlile emoziona ed entusiasma il Vittoriale

Tutto esaurito per la cantante americana vincitrice di 11 Grammy ospite del festival festival Tener-a-Mente
Enrico Danesi
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Brandie Carlile al Vittoriale

Accoglienza calorosa ed entusiasmo alle stelle, con code pure al merchandising, nel Vittoriale esaurito per Brandi Carlile. Con l’artista americana che si è meritata ogni applauso dei tanti ricevuti, in virtù di un concerto dall’anima chitarristica, eppure vario nel ritmo e nei generi, in cui il raccordo era garantito da una voce estesa e ricca di sfumature.

Dopo l’apertura della talentuosa figlia d’arte Audrey McGraw (i genitori sono Faith Hill e Tim McGraw, celebrità della scena country, presenti in platea), impreziosita da splendide versioni di «I Am…I Said» di Neil Diamond e dello standard «Cuccurucucu Paloma», Carlile ha offerto un saggio della propria versatilità, cambiando stili musicali, mantenendosi sempre su vette elevate: 11 Grammy non si vincono mica per niente, d’altra parte.

La prima fase è acustica, con i soli gemelli Phil e Tim Hanseroth ad accompagnare la Carlile, (ri)componendo un trio chitarristico rodato da venticinque anni fianco a fianco sui palchi: l’avvio è western con «Raise Hell», pop con «The Things I Regret», folk-rock con «Dying Day» e «Broken Horses» (gemma di «In These Silent Days», l’ultimo disco solista), quindi indie-folk con la strepitosa «The Story» e su territori più tradizionali con «Right On Time», il cui abito essenziale esalta la vocalità sorprendente della performer. Preludio a un momento magicamente unplugged, intimo, che si sublima con «You Without Me» (scritta con «il mio eroe Elton John», come Brandi stessa definisce il baronetto inglese) e «The Mother», laddove intervengono i virtuosistici archi (violino e violoncello) delle SistaStrings.

Grandi Carlile al festival Tener-a-mente
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Brandi Carlile al festival Tener-a-mente

Da qui in poi, con la band al completo, il sound si fa più articolato e scorrono «Who Believes in Angels» (interpretata da raffinata crooner), la giocosa «Hold Out Your Hand», l’intensa «The Joke» (contro stereotipi e pregiudizi), un’appassionata versione di «A Case of You» di Joni Mitchell. Dopo che Brandi ha cantato di «peccatori, santi e folli» («Sinners, Saints and Fools»), sono altre cover, con «Unchained Melody» dei Righteous Brothers su tutte, a sigillare un live emozionante.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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