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Sanremo, i look della prima serata dal grigio-Renga alle gocce di Arisa

Il primo giorno di Sanremo 2026 ha mostrato prudenza dal punto di vista dello stile: in un mare di nero, c’è chi ha comunque affascinato
Arisa e Levante, le due meglio vestite di ieri sera
Arisa e Levante, le due meglio vestite di ieri sera
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Pare quasi di essere di nuovo nel 2025. Carlo Conti con completo satin. Olly con mullet e baffetto sottile. Ma poi arriva Ditonellapiaga con eyeliner, piega alla Lana Del Rey e gonna a palloncino: fa sperare in un festival meno noioso di quanto previsto.

I momenti noia non sono naturalmente mancati (Mara Sattei è la versione in Vivienne Westwood del primo look di Laura Pausini, che poi è scesa con un più etereo abito grigio di Armani). E nemmeno quelli «meh» di chi ci prova ma non arriva dove vorrebbe. Sayf è un’eco di Ghali, per esempio, e Samurai Jay sembra puntare all’effetto Bad Bunny al SuperBowl. Il giovane ha scelto un nero totale, ed è caruccia la spilla gioiello ad altezza pomo d’Adamo, anche se il contrasto tra il mood della canzone e il doppiopetto con inserti in satin stona. Ma nel complesso la prima serata non ha annoiato, dal punto di vista dello stile.

Mara Sattei in Vivienne Westwood
Mara Sattei in Vivienne Westwood

Come sempre il nero è la scelta prudente di molti artisti. Patty Pravo. E poi Sattei, come già detto. Ma anche Elettra Lamborghini, con un abito di gusto mediorientale-emiratino che guarda a Versailles, come piace a lei;Tiziano Ferro tutto glitterato; Raf classico classico come la sua ballad; J-Ax in versione gotico cowboy per il suo brano country;Fedez e Marco Masini in doppio total black, previdibilissimo.

Anche Francesco Renga ha quasi scelto il nero, sbiadendolo in un grigio velvet che lo ammorbidisce. Pure per lui falda larga e spilla, in questo Canali scelto dallo stylist Michele Potenza.

Francesco Renga in Canali
Francesco Renga in Canali

Note positive qua e là: un Michele Bravi d’altri tempi, il listello di parquet sul kimono di Dargen (quantomeno fa parlare: prende ispirazione davvero dal pavimento di casa di Ludovico Bruno del brand Mordecai, per dare l'idea di un Pinocchio sul palco), Gaia strega vittoriana e sanguigna dal palco esterno, il completo in lana pesante e grigia di Fulminacci (doppiopetto, perché ormai la moda uomo sembra proporre poco altro).

Fulminacci in Ami Paris - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Fulminacci in Ami Paris - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

E le 1300 gocce di cristallo applicate una a una sull’abito bianco di Arisa (un custom made di Des Phemmes). Che insieme al tubino di Levante firmato Giorgio Armani e al look swinging sixties di Maria Antonietta (con Colombre) hanno illuminato una serata altrimenti piattina.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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