Sanremo al via, come sarà il Festival di Conti: «Baudiano e divertente»
Il Festival «della musica, una festa, ma anche la chiusura del mio biennio, che è in realtà un quinquennio spezzato in due», afferma il conduttore e direttore artistico Carlo Conti. Il Sanremo, il numero 76, dal quale mi auguro «escano artisti, magari artiste donne, in grado, con le loro canzoni di viaggiare il mondo, come hanno fatto i Maneskin», prosegue la co-conduttrice Laura Pausini. La manifestazione, al via martedì e che si chiuderà sabato, è iniziata con «fiumi di parole» (parlate, non cantate) come cantavano i Jalisse, qui vincitori nel 1997, nella maxi conferenza stampa del «giorno zero». Al tavolo dei relatori i conduttori e i big della Rai.
Domani, martedì, comincerà un Sanremo dichiaratamente «Baudiano», in onore di una pietra miliare della tv italiana, figura tanto importante quanto per Carlo quanto per Laura. Ma vietato parlare di tradizione a tutti i costi. O di «normalizzazione» dei contenuti. Tanto meno di politicizzazione. Conti preferisce darsi del «giullare che fa divertire la gente. Mi hanno dato del Renziano, adesso del Meloniano. Un’altra volta sarò dei cinque stelle...».
La prima serata potrebbe finire verso l’una e 20, quella di mercoledì e giovedì prima, per poi andare oltre l’una e trenta nelle ultime due serate.
Come casa
Per il direttore artistico «Sanremo è una seconda casa. Tanto io quanto Amadeus ci aspettiamo la cittadinanza onoraria. La squadra organizzativa si è divertita da marzo nel creare questa settantaseiesima edizione, con tanti protagonisti. Muiscalmente parlando, ha tanti sapori diversi: country, rock, latino... E poi ci sono pilastri della nostra musica come Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Tiziano Ferro e Andrea Bocelli. Loro sono la musica Italiana nel mondo».
Sarà un Festival Baudiano, si diceva. «Ed è il primo senza di lui – sottolinea con la voce rotta -. A lui è dedicato. Un altro elemento che mi ha dato grande emozione? L’incontro con il Presidente della Repubblica Mattarella».
Per restare sulla politica, si passa – attraverso le domande dei giornalisti – al caso Andrea Pucci e alle accuse di fare «Telemeloni». Il direttore artistico rimanda tutto indietro: «Preferisco che mi si dica che non so fare il mio lavoro, piuttosto che mi si dica che mi viene imposto questo o quell’ospite. La Premier tra il pubblico? È una cittadina italiana, come tutti può entrare all’Ariston, esattamente come tutti. Poi, immagino che gestire il Paese sia abbastanza impegnativo, tutti i giorni».
Infine, la preghiera di abbassare i toni: «Io sono un giullare, devo fare divertire le persone». Altre polemiche: il direttore artistico è stato stato poco innovatore? La risposta parla bresciano, dato che Carlo cita chi ha contribuito a lanciare, passando anche per Joan Thiele, desenzanese, l’anno scorso sul palco dell’Ariston, quest’anno ospite di Nayt nella serata duetti e domenica protagonista di un emozionante duetto con Roberto Bolle per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Milano Cortina.
«Sono stata convinta dalla calma di Carlo e dalla serenità che mi ha trasmesso – afferma invece Laura Pausini -. Nel 1993, a 18 anni, ero qui ingenua e innocente, con La Solitudine (vittoria tra i Giovani, ndr). Sono tornata spesso, come ospite, ma ogni volta, quando vedo la scritta Ariston, sento il bisogno del Lexotan. Anzi, del Carlotan. In qualche modo ho sempre sognato di essere co-conduttrice. Voglio portare gioia, emozione, divertimento. E sono curiosa di capire cosa succederà alle canzoni dopo questa edizione. Penso a quanto hanno girato i Maneskin. Vorrei che ci fosse una donna in grado di raggiungere il mondo come hanno fatto loro. E la chiamata di marzo per entrare nel cast? La prima persona che ho chiamato è stata proprio Pippo Baudo, al quale ho chiesto consiglio. Cosa mi ha detto? Mi ha chiesto se ci stessi davvero pensando».
La possibile polemica circa la partecipazione nel cast per tornare ad «arruffianarsi» il pubblico italiano che l’avrebbe un po’ dimenticata, Pausini rispedisce ogni dubbio al mittente.
Voci
Per la Rai parla Williams Di Liberatore, direttore Prime Time Rai: «La nostra playlist è la più scaricata nel mondo – ricorda -. Siamo tra gli hashtag più popolari del mondo. La macchina organizzativa è incredibile. Solo la Rai è in grado di metterla in moto. Ma Sanremo non è solo della Rai. Sanremo è dell’Italia intera». Poi Claudio Fasulo, vicedirettore Prime Time Rai, da sempre forbito: «Il Festival è responsabilità culturale. Un sistema culturale che parla con l’Italia e guarda al mondo. Si tratta dello show più importante d’Europa per ciò che genera attorno». Altra brescianità sul palco. Fasulo ricorda che mercoledì, per parlare di Paralimpiadi, ci sarà l’atleta Giacomo Bertagnolli, con la guida bresciana Andrea Ravelli.
Intervengono anche Elena Capparelli, direttrice Rai Play, Giovanni Alibrandi di RadioDue (con tanto di collegamento telefonico di Fiorello), e il sindaco di Sanremo Alessandro Mager.
Il Festival 2026, insomma, come si diceva comincia con il «rito liturgico» della conferenza stampa di presentazione. Anzi, «delle conferenze stampa», se è vero che a mezzogiorno comincia quella di Rai Pubblicità (il Festival è un prodotto costosissimo, ma al contempo molto redditizio per l’emittente di Stato). «Il fatto che tanti marchi nazionali così importanti abbiano sposato il Festival mi onora – sottolinea Conti -. Più che sponsor sono compagni di viaggio».
Le iniziative di contorno
Come da tradizione, il Festival è «diffuso» sul territorio (e nelle acque) sanremesi. Ormeggiata a vista Ariston c’è la nave da crociera Costa Toscana. L’ospite fisso, a bordo, è Max Pezzali. Giusto accanto al teatro, invece, in piazza Colombo, è allestito un altro palco, sul quale si alterneranno Gaia, Bresh, i The Kolors, Francesco Gabbani e i Pooh (questi ultimi festeggiano i 60 anni di carriera). Il conduttore delle serate sul Suzuki Stage è Daniele Battaglia.
Le serate, in breve
Prima serata - martedì 24 febbraio.
I conduttori fissi Carlo Conti e Laura Pausini saranno coadiuvati dall’attore turco Can Yaman. Il super ospite è Tiziano Ferro. In piazza Colombo c’è Gaia. Tutti e 30 gli artisti in gara presenteranno i rispettivi brani.
Seconda serata - mercoledì 25 febbraio
Contribuiranno a condurre la serata il comico Lillo, l’attrice Pilar Fogliati e Achille Lauro. In piazza Colombo Bresh. In serata 15 big e i ragazzi di Sanremo Giovani.
Terza serata - giovedì 26 febbraio
Insieme a Carlo Conti e Laura Pausini il palco sarà calcato dalla modella Irina Shayk e dal podcaster e conduttore radio-televisivo Gianluca Gazzoli. Le star di serata saranno Eros Ramazzotti e Alicia Keys, con un medley dei successi di ciascuno. Sul palco gli altri 15 big. Sarà decretato il vincitore della categoria Giovani. In piazza Colombo The Kolors.
Quarta serata - venerdì 27 febbraio
È la maxi-serata dedicata ai duetti e alle cover. Sul palco dell’Ariston la top model Bianca Balti. Francesco Gabbani è l’ospite in piazza.
Quinta serata - sabato 28 febbraio
È la sera della finale. La co-conduttrice è la giornalista e conduttrice tv Giorgia Cardinaletti. Il super ospite internazionale è Andrea Bocelli. In piazza Colombo i Pooh. Verrà decretato il vincitore.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato








