Musica

Il ritorno di Fausto Lama: «Mondo intossicato solo dall’apparenza»

«Giovani Bukowski» è il secondo pubblicato in solitaria (sempre per le etichette Asian Fake e Atlantic/Warner Music) dopo lo scioglimento dei Coma_Cose
Fausto Lama Zanardelli
Fausto Lama Zanardelli
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«Questa canzone non parla di droga. Parla di te quanto di me». Deve aver pensato che fosse d’obbligo un chiarimento Fausto Lama, al secolo Fausto Zanardelli, rispetto al significato del suo nuovo singolo, «Giovani Bukowski», il secondo pubblicato in solitaria (sempre per le etichette Asian Fake e Atlantic/Warner Music) dopo lo scioglimento sentimental-musicale dei suoi Coma_Cose.

D’altronde il ritornello dell’orecchiabilissimo pezzo lascia poco all’immaginazione: «La droga, la droga è un atto di fede; la droga, la droga è un attimo di complicità...». Ma d’altronde il camaleontico musicista gardesano è sempre stato un mago nel giocare con le parole, plasmandole per veicolare metasignificati. Come in questo caso: «Oggi – sostiene – siamo tutti dipendenti da qualcosa che non ammettiamo: dal consenso, dalla performance, dalla paura di non esserci. Viviamo in un mondo intossicato da una positività che la maggior parte delle volte è solo scenografia e spesso empatizziamo con cose che nemmeno ci interessano pur di appartenere».

Dopo la rottura

Dopo aver messo a nudo nel primo singolo «a tanto così» conseguenze e rimpianti della dolorosa rottura con Francesca Mesiano, ufficializzata lo scorso ottobre dodici mesi dopo le nozze, con questo secondo brano Lama continua il lavoro di introspezione e di racconto di sé. La sensazione è quella di una presa di (auto)coscienza della propria identità di outsider, «mai abbastanza giusto per gli standard, mai abbastanza sociale, mai abbastanza a mio agio nell’accettare i miei limiti» raccontava appena un paio di mesi fa. Ma Fausto pare finalmente pronto ad abbracciare la sua necessità di «evolvere da un ambiente che si spegne nella ripetitività», riconoscendo comunque la «solitudine di chi fa del cambiamento la propria normalità».

Eco del passato

Ai fan di più vecchia data sembrerà di ritrovare tracce dell’Edipo (era il suo moniker) di «Bacio battaglia», disco del lontanissimo 2012 in cui Fausto Lama già mischiava il rap con la musica indie e l’elettronica. E in cui già sfoderava il suo talento nella scrittura di testi zeppi di calembour. Un decennio e un progetto musicale mainstream dopo, il bresciano si ritrova in veste decisamente più matura e con un bagaglio narrativo non indifferente sulle spalle.

Ha quindi messo definitivamente in archivio «un anno vissuto in apnea» dopo la disgregazione della relazione che con Francesca California durava da dieci anni e lo scioglimento della coppia artistica che, con «Cuoricini», aveva fatto ballare anche l’Artiston, diventando poi un indigeribile tormentone estivo. Bisognerà comunque aspettare le prossime uscite per capire quale piega prenderà la direzione musicale del nuovo Fausto Lama. Nel frattempo, però: bentornato. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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