Fabrizio Moro colma di emozioni piazza Loggia

Erano un migliaio i fan scatenati a Brescia e sotto il palco c’è pure stata una proposta di matrimonio
Enrico Danesi
SPETTACOLI BRESCIA PIAZZA LOGGIA FABRIZIO MORO NELLA FOTO FABRIZIO MORO 16-06-2024 marazzani@newreporter
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Il concerto di Fabrizio Moro in piazza Loggia

Appassionato e verace, Fabrizio Moro ha brillato ieri sera in Piazza della Loggia. Erano un migliaio abbondante gli spettatori accorsi per l’artista romano, che a Brescia ha sempre trovato ottima accoglienza.

Moro (all’anagrafe Fabrizio Mobrici), appena tornato sotto i riflettori con il singolo «Maledetta estate» e ora impegnato con «Una Vita Intera Tour» (che ha il sapore del rendiconto artistico alla soglia del mezzo secolo d’età), ha ripagato con una performance duttile, bravo a vestire le ballate pop con un sound assai vario, che in certi momenti ne assecondava l’antica attitudine rock, in altri optava per l’intimità acustica.

Accompagnato da Danilo Molinari e Roberto «Red» Maccaroni alle chitarre, Luca Amendola al basso, Alessandro Inolti alla batteria e Claudio Junior Bielli al pianoforte, Moro avvia il live con «Il sole», proprio mentre l’astro cala definitivamente, lasciando la piazza in penombra, e prosegue con il brano che dà titolo a tour e concerto.

Le canzoni successive – la notevole «Figli di nessuno» e «Eppure mi hai cambiato la vita» – sono un richiamo irresistibile per gli spettatori più giovani, che si fiondano sotto il palco, ballano e fotografano da vicino, come succederà più volte nel corso dell’intera serata, per la disperazione degli addetti alla sicurezza, ma per la gioia dei fan più animati.

Voce bella e graffiata, temprata da anni di gavetta passati a interpretare cover nei locali della capitale, il cantautore conquista il pubblico anche in virtù di una gestualità intensa, occupando il palcoscenico (che non conta su scenografie particolari, ma sul gioco di luci) con mestiere, senza però mai gigioneggiare. Dal vivo supera di slancio le levigature dei dischi, arrembante e genuino nel restituire pagine di vita che scorre. Quanto basta per rinnovare brano dopo brano l’entusiasmo degli spettatori accorsi in centro per lui.

Immancabile, arriva «Alessandra sarà sempre più bella», il ricordo di un’amica in chiave di ballad, che Moro accelera alla Iggy Pop, rendendola trascinante e incamerando una meritata ovazione. Dalla ritmica battente di «Quasi» e «Sono come sono» si passa all’intermezzo acustico illuminato da «Sei tu» e «Il senso di ogni cosa», durante la quale, nelle prime file di platea, va in scena il fuori programma che commuove tutte le fan: una proposta di matrimonio con lui in ginocchio e lei che grida un emozionato «sì».

Dentro un viaggio che integra anche la tenerezza di «Portami via», e che alla fine si avvicinerà alla trentina di pezzi, giganteggiano la denuncia mai invecchiata di «Pensa» e la combattività indomita di «Non mi avete fatto niente», le canzoni che conquistarono Sanremo rispettivamente nel 2007 (tra i Giovani) e nel 2018 (nei Big), insieme a Ermal Meta.  

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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