Un bresciano al Coachella «tra costi e star: un vero festival americano»

È appena tornato da Coachella 2026 ed ora sta per dedicarsi alla quinta edizione de La Prima Estate, il festival che la D’Alessandro e Galli organizza al Lido di Camaiore nel mese di giugno. Abbiamo perciò chiesto ad Andrea Galli, rezzatese residente nel capoluogo, che da tempo (archiviata una lunga gavetta, in cui ha imparato il mestiere) segue le orme del padre Adolfo nella promozione di eventi musicali, di parlarci della trasferta californiana e delle aspettative per la kermesse versiliese.
Segue da alcuni anni Coachella, un appuntamento che ha ormai assunto un’aura quasi leggendaria. Facciamo la tara a verità e mito…
Non ci sono dubbi che sia un festival glamour, ambito, smisurato, frequentato da quasi un milione di persone in due week-end, con un’organizzazione impeccabile che sa adattarsi ai flussi di pubblico e correggere eventuali pecche in corsa. Ma è anche un festival molto costoso, quest’anno ancora di più: il motivo è la presenza in cartellone di Justin Bieber (l’headliner più importante, insieme a Sabrina Carpenter, Karol-G e Billie Eilish, ndr), cioè un artista che sotto il profilo dell’immagine, attualmente, in America, è inarrivabile per chiunque. Io ci vado per lavoro, altrimenti non potrei permettermelo.

Come spiega che, nonostante i costi proibitivi, sia sempre strapieno?
Non è che tutti gli americani siano ricchi, anche se parecchi lo sono… Leggendo i quotidiani statunitensi, nei giorni scorsi, ho appreso che circa il 60% delle persone che arriva a Coachella non potrebbe permetterselo, ma aderisce a piattaforme che consentono pagamenti dilazionati pur di esserci. Il governatore della California parla di un indotto per lo Stato dell’Ovest dell’ordine di 700 milioni di dollari; d’altronde, se una limonata arriva a costarne 17… Parlando con altri promoter europei, la constatazione comune era: “Ma quanto costa tutto!”.
Siamo ben lontani dai “tre giorni di pace, amore e musica” a costo praticamente zero di Woodstock, per restare in tema di festival leggendari…
Lontani anni luce!
Coachella è replicabile altrove?
È un riferimento per tutti, per questo noi addetti ai lavori ci andiamo; ma è irreplicabile in qualunque altra nazione. In primis per motivi logistici: sei in mezzo al deserto, gli spazi sono enormi, c’è ogni tipo di servizio in loco, gli artisti fanno la fila per essere invitati. È un confronto impari, e in Europa sbaglieremmo a tentare di imitarlo…
Com’è stata la performance di Bieber?
Il mio giudizio è di parte, perché sono un fan della prima ora. Ma ho visto una grande evoluzione del progetto e una voglia travolgente di tornare a esibirsi per il suo pubblico con meno orpelli, meno sovraproduzioni e sovrastrutture, per far sentire soprattutto la sua voce.
Justin Bieber has shattered the record for the most viewed performer at Coachella, amassing an astonishing 149 million plus views. This achievement has cemented Bieber’s status as the most viewed performer in Coachella history, surpassing all previous records.
— ChartsAfrica 📊 (@chartsafrica) April 16, 2026
Record-Breaking… pic.twitter.com/DKYU0cK8ZH
Tra meno di due mesi torna in pista con «La Prima Estate». Com’è nata?
L’idea di fondo era creare un’esperienza che non fosse “il solito festival italiano”, evitando anche “il fritto misto”, per usare un’espressione del mio compagno d’avventura, Enrico D’Alessandro. Ci siamo ispirati a realtà come il Primavera Sound di Barcellona e il finlandese Flow Festival, che uniscono musica di qualità a un’atmosfera rilassata, con un pubblico che si gode tutto, dalla line-up al cibo, al paesaggio. Abbiamo la fortuna di disporre del parco Bussoladomani (dove Mina fece il suo ultimo concerto, ndr), che rappresenta un valore aggiunto, perché ha un’anima, una storia musicale pazzesca, ed è letteralmente a due passi dal mare.
Avete una linea precisa e non inseguite per forza i nomi…
Ancor prima di chiederci se un artista porterà gente oppure no, ci chiediamo come può stare dentro a La Prima Estate. Immaginiamo ogni serata come un mini festival, dentro un contenitore più grande: è questa la linea editoriale che, dal primo anno, ci guida nella scelta degli artisti.
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