Blanco diventa grande: ora canta il tempo che fugge

«Questa canzone è uno specchio, spero vi possa aiutare in qualche modo». Poche parole condivise sui social, per esprimere un concetto profondo, certo maturo, rivolto in particolare ai coetanei. Limitandosi a una sola frase di commento e anticipando alcuni frame del relativo videoclip girato in montagna in mezzo alla neve, Blanco segna così il proprio ritorno discografico con «Anche a vent’anni si muore», disponibile dall’altra notte sulle piattaforme digitali e in rotazione radio.
Verso il nuovo disco
Ad onor del vero il cantautore di Calvagese della Rivivera (al secolo il 22enne Riccardo Fabbriconi) non se n’è mai andato. Rotto periodicamente dalla pubblicazione dei singoli «Piangere a 90» e «Maledetta rabbia», oltre che dai duetti «Attimi di panico» e «La cura per me» rispettivamente con Charlie Charls e Giorgia, si dice insistentemente tra i fan che il suo silenzio sia dettato da una dedizione particolare al lavoro in studio in funzione dell’uscita del suo terzo album. Un disco che, in attesa di diventare pubblico (la data rimane top secret, verosimilmente prima dell’inizio del tour nei palazzetti che partirà il 17 aprile da Jesolo), segna comunque uno step importante nella carriera del perfomer multiplatino, vincitore di Sanremo nel 2022.
Il messaggio
«Mi accorgo adesso che sono cambiato», afferma infatti con convinzione nell’incipit dell’ultima canzone rilasciata. E la stessa sensazione riecheggia nell’intero componimento, realizzato con l’immancabile contributo del producer Michelangelo e impreziosito pure da due guru della musica italiana contemporanea quali Davide Petrella e Davide Simonetta.
A loro il compito di dare un vestito rinnovato al «gnaro» nostrano, meno straziante e angoscioso rispetto al passato e nel quale prevale forte il desiderio di auto-formarsi («Conosco poco di me e forse no, non lo capisco mai, come sto e cosa sarà di me»). Il tutto con un pensiero fisso al futuro, da affrontare con la cognizione della caducità delle cose nonostante la giovane età: «Tutto passa e lo so che poi passerò anch’io» è il pensiero lanciato da Blanchito, che si fa portavoce di un’intera generazione che sente addosso il peso dell’età adulta che, pian piano, incombe.
Non solo Blanco
In questi giorni altri artisti nostrani hanno rilasciato nuovi lavori. Diverso, rispetto a Fabbriconi, il focus di Posniak (il 23enne bresciano Daniel Lorenzo Posniak) nel nuovo lavoro da ieri sulle piattaforme digitali per l’etichetta Wea Music Italy: nella sua ritmata «Tutto da rifare» racconta l’obbligo di ripartire dopo una storia d’amore finita.
Mentre spostando l’attenzione su Hån (nome d’arte della 29enne desenzanese Giulia Fontana), tanto in «Segno forma» quanto in «Un animale non sa piangere» (cantata insieme a Generic Animal) si respirano gradevoli melodie intime in chiaro stile indie: accarezzano l’anima e la portano in un mondo etereo. Rilasciate poche ore fa, entrambe le tracce sono racchiuse nell’ep «II - Inverno», che fa seguito al capitolo «I - Autunno» pubblicato a novembre.
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