Achille Lauro: «Sulla Kawasaki con i ragazzi di don Claudio Burgio»

Achille Lauro ha compiuto 34 anni giovedì, e si è regalato il remix dell’ultimo singolo «Banda Kawasaki», condiviso con Gemitaiz e Salmo. Il brano integra le voci dei giovani della Comunità Kayros di don Claudio Burgio, realtà unica nel suo genere che a Milano, da più di vent’anni, offre supporto e alloggio a minori in difficoltà, segnalati o con procedimenti giudiziari in atto, con lo scopo di promuovere progetti di reinserimento sociale responsabile. Tanto che, fin dalle sue origini, a Kayros il rap ha occupato un ruolo fondamentale, come mezzo con cui gli ospiti si esprimono e raccontano chi sono.
Ciò spiega il motivo del coinvolgimento nel progetto del multiforme artista veronese, che stasera approda a Campo Marte a Brescia con il tour «Achille Lauro Summer Fest - A rave before l’Iliade», incandescente leg estiva con ospite d’eccezione il produttore e polistrumentista Boss Doms (alle 21.30; disponibili biglietti da 35 a 65 euro; info su cipiesse-bs.it). Lo show è annunciato come «un vero e proprio rave, con arrangiamenti elettronici all’insegna dell’inclusività, un raduno di persone che vivono un’esperienza fuori dai binari». Abbiamo intervistato Lauro (all’anagrafe Lauro De Marinis).
Lauro, per «Banda Kawasaki» ha lavorato con Gemitaiz e, per la prima volta, con Salmo. Da che suggestioni nascono brano e sodalizio?
«Rientrato da un prolungato soggiorno a Los Angeles, mi sono ritrovato con una vasta produzione musicale, che spaziava da brani più intimi a pezzi dal sound internazionale e non convenzionale. Con Davide (Gemitaiz) ho un pregresso rapporto di amicizia arricchito da numerose collaborazioni artistiche. Con Salmo, invece, è la prima volta che collaboro, ma tra noi c’è sempre stata una grande stima reciproca. Per il mood di “Banda Kawasaki”, loro erano semplicemente perfetti e abbiamo capito subito che sarebbe stata una grande hit».
La scelta di video e remix con i ragazzi di Kayros ha un significato particolare?
«Desideravo ripartire dal concetto che “la moda nasce dalla strada”, inteso come: la grande arte spesso nasce da contesti difficili dove le persone si sentono impotenti di fronte alla realtà, e scrivere diventa una necessità e talvolta una grande ancora di salvezza. Tra le varie iniziative sociali che seguo, già da un anno osservavo l’operato di Kayros, la comunità di don Claudio, e il suo metodo rivoluzionario di accoglienza dei ragazzi, basato sul lavoro, sulle loro passioni e sull’individuo. Quei ragazzi incarnano pienamente la filosofia che anima il brano».
Che Achille Lauro non sia incasellabile è chiaro a chiunque. Ma com’è Achille Lauro visto da Lauro De Marinis?
«La bellezza di ciò che faccio risiede nella sua totalizzante natura. Non esiste una distinzione tra sopra e sotto il palco, né un alter ego. Esiste solo un’idea che prende vita. Dedico moltissimo tempo ai miei progetti, dalla composizione delle canzoni, all’intera direzione creativa dei progetti fino a immaginare e disegnare i miei abiti per gli spettacoli».
Che giudice sarà nella prossima stagione di X Factor?
«Un giudice esigente, come lo sono con me stesso. Cercherò di individuare il talento, di scoprire chi, come me, vive la musica in modo travolgente. Ho sempre affrontato tutte le esperienze in maniera non convenzionale e oltre il contemporaneo, e cercherò di fare lo stesso anche qui».
Lavora a un nuovo album?
«Sto lavorando a una quantità considerevole di nuova musica che, ancora una volta, lascerà il pubblico senza parole. Non per stupire qualcuno, ma per la necessità di superare me stesso ogni volta».
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