La commedia italiana è pronta a tornare protagonista al cinema, ma la domanda è sempre la stessa: riuscirà ancora a far ridere come una volta? L'avvicinarsi delle feste porta con sé una concentrazione di titoli che sembra quasi una riunione di famiglia, con alcuni dei volti più conosciuti e amati dal pubblico pronti a riprendersi il grande schermo. Da Leonardo Pieraccioni a Ficarra e Picone, passando per Claudio Bisio, Alessandro Siani, Antonio Albanese e persino Nanni Moretti, novembre e dicembre metteranno alla prova interpreti e registi che hanno attraversato epoche diverse della comicità nazionale. Un calendario che, oltre a proporre grandi blockbuster hollywoodiani, racconta quanto la commedia continui a puntare sui suoi protagonisti storici, ma anche la necessità di trovare nuove storie, nuovi linguaggi e soprattutto nuovi spettatori. Con un'incognita che si affaccia già a gennaio: il ritorno di Angelo Duro.
Leonardo Pieraccioni
Ad aprire le danze sarà il 12 novembre Leonardo Pieraccioni con «Un weekend artificiale», commedia da lui diretta e interpretata che prova a misurarsi con una delle ossessioni più contemporanee, l'intelligenza artificiale. Il comico toscano veste i panni di Leonardo, un parrucchiere fiorentino invitato in una villa insieme ad altri sei sconosciuti per un curioso esperimento: scoprire chi tra loro sia in realtà un umanoide. Il sospetto si insinua rapidamente tra i partecipanti, mentre sentimenti e imprevisti complicano la situazione. Al suo fianco ritroviamo Massimo Ceccherini e Giorgio Panariello, insieme a Herbert Ballerina, Tosca D'Aquino, Paolo Hendel e Giulia Vecchio. Un ritorno che porta inevitabilmente a interrogarsi sul momento della carriera di Pieraccioni, autentico dominatore del botteghino negli anni Novanta con «I laureati», «Il ciclone» e «Fuochi d'artificio». Quella stagione di successi straordinari è ormai lontana, anche se il suo ultimo film da regista, «Pare parecchio Parigi», ha comunque raccolto quasi 3,3 milioni di euro nel 2024. Il nuovo lavoro cerca dunque di aggiornare la formula della commedia sentimentale toscana, affidandosi a un tema attualissimo senza rinunciare ai compagni di viaggio di sempre. Basterà a ritrovare la forza di un tempo?
Ficarra e Picone
Due settimane dopo, il 26 novembre, toccherà a Ficarra e Picone, forse tra gli esempi più solidi di continuità nel panorama comico italiano. Il duo siciliano sarà protagonista di «La notte delle fragole», diretto da Alessandro Genovesi, una commedia degli equivoci che mette al centro le complicazioni delle famiglie contemporanee. Valentino conduce una vita perfettamente organizzata accanto alla moglie Elena e alla figlia adolescente di lei, finché l'arrivo di Salvo, ex marito della donna e padre della ragazza, non sconvolge ogni equilibrio. Quella che dovrebbe essere un'ospitalità di una sola notte si trasforma in una convivenza sempre più complicata, ulteriormente movimentata da nuovi intrecci sentimentali. Nel cast ci sono anche Anna Foglietta, Vittoria Puccini e Giulia Fiume. Per Ficarra e Picone è un ritorno alla commedia corale dopo una carriera che li ha portati ben oltre gli esordi televisivi, fino ai successi di «L'ora legale» e «Il primo Natale», capaci di mescolare risate, osservazione sociale e riferimenti all'attualità. Questa volta la sfida passa attraverso i rapporti domestici, terreno classico della comicità italiana.
Nanni Moretti
Il 3 dicembre arriverà invece una presenza decisamente meno scontata in questa panoramica: Nanni Moretti. Con «Succederà questa notte», già presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, il regista di «Ecce Bombo», «Caro diario» e «La stanza del figlio» si confronta con una storia d’amore, spostandosi verso la commedia romantica e il melodramma. Liberamente ispirato ai racconti di Eshkol Nevo, il film segue Matteo e Greta, interpretati da Louis Garrel e Jasmine Trinca, due persone destinate a incontrarsi ripetutamente nei momenti sbagliati delle rispettive vite. Tra matrimoni, figli, separazioni e occasioni mancate, Moretti ragiona sul tempo e sulle possibilità dell'amore, accompagnato da un cast che comprende anche Angela Finocchiaro.
La sua presenza in calendario rappresenta un caso a sé: non un comico popolare in cerca della risata immediata, ma un autore che ha fatto dell'ironia, dell'autobiografia e delle nevrosi collettive alcuni dei tratti distintivi del proprio cinema. Il recente «Il sol dell'avvenire», uscito nel 2023, aveva incassato circa 4,2 milioni di euro in Italia, una distanza considerevole dalle cifre delle grandi commedie commerciali. Ma per Moretti il successo non si è mai misurato soltanto attraverso il botteghino. Il nuovo film, accolto da reazioni critiche differenti a Venezia, offre piuttosto l'occasione per interrogarsi su come sia cambiato il suo sguardo sul mondo.
A Natale
Il Natale, però, sarà il momento dei ritorni più dichiaratamente popolari. Il 25 dicembre Claudio Bisio e Alessandro Siani si ritroveranno in «Bentornati al Sud», terzo capitolo della saga inaugurata nel 2010 da «Benvenuti al Sud» e proseguita due anni dopo con «Benvenuti al Nord». Ancora una volta la regia è affidata a Luca Miniero, mentre i due protagonisti torneranno nei panni di Alberto Colombo e Mattia Volpe, riportando gli spettatori a Castellabate per confrontarsi con nuove differenze e vecchi stereotipi tra Settentrione e Meridione. Insieme a loro ritroveremo Angela Finocchiaro, Nunzia Schiano, Nando Paone e Valentina Lodovini. Il peso di questo ritorno si comprende soprattutto guardando ai numeri: «Benvenuti al Sud» incassò quasi 30 milioni di euro, mentre «Benvenuti al Nord» ne raccolse oltre 27. Due successi enormi, che trasformarono una commedia nata dal remake del francese «Giù al Nord» in un fenomeno nazionale. Sedici anni dopo il primo capitolo, la vera curiosità sarà capire se l'alchimia tra Bisio e Siani abbia conservato la sua efficacia e se la contrapposizione tra Nord e Sud possa ancora generare una comicità capace di parlare all'Italia di oggi.
Nello stesso giorno arriverà anche «Salute!», diretto da Riccardo Milani e interpretato da Antonio Albanese e Virginia Raffaele. Dopo il successo di «Un mondo a parte», che nel 2024 aveva superato i 7 milioni di euro, il regista torna a utilizzare la commedia per raccontare contraddizioni e fragilità della società italiana.
Questa volta lo scenario è un ospedale del Molise, il Sant'Onofrio Martire, dove si incrociano le vicende di un chirurgo estetico più interessato ai social che alla corsia e di una primaria interamente dedita ai pazienti. Un incidente con un camion carico di zampogne contribuisce a movimentare una storia popolata da medici, infermieri e personaggi eccentrici. Accanto ai protagonisti ci sono Francesco Paolantoni, Biagio Izzo, Leo Gullotta, Marina Confalone ed Emilio Solfrizzi. Un cast che attraversa generazioni e tradizioni differenti della comicità, dalla televisione al teatro fino al cinema. Milani, già autore di «Come un gatto in tangenziale» e «Grazie ragazzi», conferma così la propria vocazione a raccontare il Paese attraverso personaggi comuni e situazioni paradossali, mantenendo la risata in costante dialogo con la realtà sociale.
A gennaio
Se novembre e dicembre saranno soprattutto il terreno dei grandi ritorni, gennaio porterà invece una sfida che guarda al futuro della commedia italiana. Il 6 gennaio 2027 è infatti annunciato il nuovo film di Angelo Duro, che dovrebbe intitolarsi «Angelus» e che sarà nuovamente diretto da Gennaro Nunziante. La trama non è ancora stata ufficialmente diffusa, ma le aspettative sono inevitabilmente alte dopo il clamoroso risultato di «Io sono la fine del mondo». Uscito nel gennaio 2025, il primo film da protagonista del comico palermitano ha raggiunto un incasso complessivo di circa 9,7 milioni di euro, con oltre 1,2 milioni di spettatori, imponendosi tra i maggiori successi italiani dell'anno. Numeri sorprendenti per un interprete arrivato al cinema con una comicità volutamente sgradevole, provocatoria e distante dai toni rassicuranti di molti colleghi. Accanto a lui ci sarà ancora Nunziante, regista che ha contribuito in maniera decisiva ai trionfi cinematografici di Checco Zalone, compreso il film italiano che ha battuto ogni record di incassi e presenze l’anno scorso, «Buen Camino».
Il calendario delle feste assume così un significato più ampio: mentre i grandi nomi della commedia italiana tornano a cercare conferme attraverso formule, personaggi e collaborazioni consolidate, Angelo Duro rappresenta una delle possibili risposte alla domanda su chi raccoglierà la loro eredità. Non necessariamente facendoci ridere allo stesso modo.



