Cinema

David di Donatello 2026, «Le città di pianura» guida le nomination

Cristiano Bolla
Il film di Francesco Sossai fa il pieno di candidature (16), piazzandosi davanti a «La grazia» di Paolo Sorrentino (14) e «Le assaggiatrici di Silvio Soldini (13)
Ai David Donatello testa a testa tra Sossai e Sorrentino - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Ai David Donatello testa a testa tra Sossai e Sorrentino - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Con l’annuncio delle candidature entra nel vivo la 71ª edizione dei David di Donatello, il premio più importante del cinema italiano, che culminerà con la cerimonia di consegna in programma il 6 maggio in prima serata su Rai 1. La fotografia uscita dalla conferenza stampa del 1° aprile restituisce un’annata abbastanza compatta nei suoi vertici: pochi titoli hanno raccolto la parte più consistente delle nomination e, tra questi, spicca soprattutto un film che alla vigilia non apparteneva certo alla fascia dei colossi industriali.

Secondo il quadro ufficiale delle candidature, «Le città di pianura» guida infatti con 16 nomination, davanti a «La grazia» con 14 e «Le assaggiatrici» con 13; i cinque candidati a miglior film sono poi completati da «Cinque secondi» e «Fuori».

«Le città di pianura»

Il caso più interessante è proprio quello di «Le città di pianura», che si presenta come il film più candidato dell’edizione pur avendo il profilo di un’opera più raccolta, quasi laterale rispetto ai titoli più attesi della stagione. Il film di Francesco Sossai, passato da Un Certain Regard a Cannes, segue Carlobianchi e Doriano, due cinquantenni sbandati che vivono secondo la regola dell’ultimo bicchiere, e che trascinano con loro Giulio, studente di architettura timido e disorientato, in un viaggio notturno e randagio attraverso il Veneto.

La traiettoria narrativa è quella di un road movie sghembo, di un incontro generazionale costruito più sulle deviazioni che sugli snodi classici del racconto. La critica, proprio su questo punto, è stata molto concorde: diverse recensioni hanno letto nel film una libertà di tono rara, una commedia malinconica capace di tenere insieme erranza, provincia, amicizia maschile e formazione sentimentale, con richiami tanto alla commedia all’italiana quanto a un cinema più asciutto e vagabondo.

«La grazia»

Subito dietro c’è «La grazia», ultimo film di Paolo Sorrentino, che conferma il peso del regista napoletano nelle grandi occasioni. Presentato come film d’apertura alla Mostra di Venezia 2025, ruota attorno a Mariano De Santis, un Presidente della Repubblica immaginario attraversato da dubbi pubblici e privati, chiamato a misurarsi con questioni morali e politiche che investono insieme coscienza, responsabilità e sentimento.

È evidente la doppia natura del film: da una parte il racconto istituzionale, dall’altra una dimensione più intima ed esistenziale, in cui Toni Servillo torna a essere il grande centro di gravità del cinema sorrentiniano.

«Le assaggiatrici»

Molto solida anche la corsa di «Le assaggiatrici» di Silvio Soldini, fermo a quota 13 nomination. Tratto dal romanzo di Rosella Postorino, il film porta sullo schermo la storia di Rosa, giovane donna trasferita in un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler, dove viene costretta insieme ad altre donne ad assaggiare il cibo destinato al Führer per verificarne l’eventuale avvelenamento.

La materia è storica e fortissima, ma il film è stato apprezzato soprattutto per il modo in cui lavora sulle dinamiche femminili, sulla paura quotidiana e su una tensione mai gridata. Anche qui le candidature premiano un’opera compatta, sorretta da una forte base letteraria e da un impianto classico che l’Accademia ha evidentemente riconosciuto in molti reparti.

«Cinque secondi» e «Fuori»

A completare il quadro dei candidati a miglior film ci sono «Cinque secondi» e «Fuori». Il primo, diretto da Paolo Virzì, è un dramma sulla colpa e sulla possibilità di redenzione, costruito attorno a un protagonista ferito e a una scrittura stratificata;

il secondo, firmato da Mario Martone, affronta invece la figura di Goliarda Sapienza evitando il biopic tradizionale e scegliendo piuttosto di inseguirne l’essenza, il rapporto fra carcere, identità e libertà.

Film internazionali

Sul versante internazionale, i David hanno scelto una cinquina molto forte e festivaliera: «Io sono ancora qui» di Walter Salles, «La voce di Hind Rajab» di Kaouther Ben Hania, «The Brutalist» di Brady Corbet, «Un semplice incidente» di Jafar Panahi e il vincitore degli Oscar «Una battaglia dopo l’altra» di Paul Thomas Anderson. Una selezione che tiene insieme autori consacrati, cinema politico e opere già molto riconosciute nel circuito internazionale.

Candidature 

Di seguito, l’elenco completo delle candidature ai David di Donatello 2026:

Miglior film

  • Cinque secondi
  • Fuori
  • La grazia
  • Le assaggiatrici
  • Le città di pianura
  • Miglior regia
  • Mario Martone, Fuori
  • Gabriele Mainetti, La città proibita
  • Paolo Sorrentino, La grazia
  • Silvio Soldini, Le assaggiatrici
  • Francesco Sossai, Le città di pianura
  • Miglior esordio alla regia
  • Ludovica Rampoldi, Breve storia d’amore
  • Margherita Spampinato, Gioia mia
  • Greta Scarano, La vita da grandi
  • Alissa Jung, Paternal Leave
  • Alberto Palmiero, Tienimi presente

Migliore attrice protagonista

  • Valeria Bruni Tedeschi, Duse
  • Barbara Ronchi, Elisa
  • Valeria Golino, Fuori
  • Aurora Quattrocchi, Gioia mia
  • Anna Ferzetti, La grazia
  • Tecla Insolia, Primavera

Migliore attore protagonista

  • Valerio Mastandrea, Cinque secondi
  • Claudio Santamaria, Il Nibbio
  • Toni Servillo, La grazia
  • Pierpaolo Capovilla, Le città di pianura
  • Sergio Romano, Le città di pianura
  • Migliore attrice non protagonista
  • Valeria Golino, Breve storia d’amore
  • Valeria Bruni Tedeschi, Cinque secondi
  • Barbara Ronchi, Diva Futura
  • Matilda De Angelis, Fuori
  • Milvia Marigliano, La grazia
  • Silvia D’Amico, Tre ciotole

Migliore attore non protagonista

  • Francesco Gheghi, 40 secondi
  • Vinicio Marchioni, Ammazzare stanca - Autobiografia di un assassino
  • Fausto Russo Alesi, Duse
  • Roberto Citran, Le città di pianura
  • Andrea Pennacchi, Le città di pianura
  • Lino Musella, Nonostante

Migliore sceneggiatura originale

  • Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì, Cinque secondi
  • Letizia Russo, Guido Silei, Pietro Marcello, Duse
  • Margherita Spampinato, Gioia mia
  • Paolo Sorrentino, La grazia
  • Francesco Sossai, Adriano Candiago, Le città di pianura

Migliore sceneggiatura non originale

  • Vincenzo Alfieri, Giuseppe G. Stasi, 40 secondi
  • Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella, Elisa
  • Mario Martone, Ippolita Di Majo, Fuori
  • Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia, Le assaggiatrici
  • Ludovica Rampoldi, Primavera

Miglior produttore

  • Carlo Degli Esposti, Nicola Serra, Marco Grifoni per Palomar (Mediawan Company), Benedetta Cappon per Avventurosa, con Rai Cinema, in collaborazione con PiperFilm, Alexandra Henochsberg, Pierre-François Piet per Ad Vitam Films, Duse
  • Benedetta Scagnelli, Alessio Pasqua, Gianluca Arcopinto, Claudio Cofrancesco per Yagi Media, in collaborazione con Paolo Butini, Ivan Caso, Filippo Barracco, Gioia mia
  • Lionello Cerri e Cristiana Mainardi per Lumière & Co., in collaborazione con Joseph Rouschop per Tarantula (Belgio), Katrin Renz e Stefan Jäger per Tellfilm (Svizzera), Le assaggiatrici
  • Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, con Rai Cinema, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter, Le città di pianura
  • Andrea Occhipinti per Lucky Red, Marco Alessi per Dugong Films, in collaborazione con Beatrice Bulgari per Eolo Film Productions, Un film fatto per Bene

Miglior casting

  • Marco Matteo Donat-Cattin, Federica Baglioni, 40 secondi
  • Margherita Spampinato, Giulia Tarquini, Gioia mia
  • Anna Maria Sambucco, Massimo Appolloni, La grazia
  • Laura Muccino, Liza Stutzky, Le assaggiatrici
  • Adriano Candiago, Le città di pianura

Miglior autore della fotografia

  • Marco Graziaplena, Duse
  • Paolo Carnera, La città proibita
  • Daria D’Antonio, La grazia
  • Renato Berta, Le assaggiatrici
  • Massimiliano Kuveiller, Le città di pianura

Miglior compositore

  • Franco Amurri, La città proibita
  • Mauro Pagani, Le assaggiatrici
  • Krano, Le città di pianura
  • Fabio Massimo Capogrosso, Primavera
  • Trent Reznor & Atticus Ross, Queer

Miglior canzone originale

  • “Arrivederci Tristezza”, Arrivederci tristezza — musica testi e interpretazione di Brunori Sas
  • “La prostata enflamada”, Buen Camino — musica e testi di Luca Medici, Antonio Iammarino, interpretata da Checco Zalone
  • “Follemente”, Follemente — musica e testi di Claudia Lagona, interpretata da Levante
  • “Ti”, Le città di pianura — musica e testi di Marco Spigariol (in arte Krano), interpretata da Krano
  • “Vaster than Empires”, Queer — musica di Trent Reznor & Atticus Ross, testi di Trent Reznor, William Burroughs, Atticus Ross, interpretata da Caetano Veloso, Trent Reznor, Atticus Ross

Miglior scenografia

  • Gaspare De Pascali, arredamento Carlotta Desmann, Duse
  • Andrea Castorina, arredamento Marco Martucci, La città proibita
  • Ludovica Ferrario, arredamento Laura Casalini, La grazia
  • Paola Bizzarri, Igor Gabriel, Le assaggiatrici
  • Paula Meuthen, arredamento Emilia Bonsembiante, Le città di pianura

Migliori costumi

  • Ursula Patzak, Duse
  • Susanna Mastroianni, La città proibita
  • Carlo Poggioli, La grazia
  • Marina Roberti, Le assaggiatrici
  • Maria Rita Barbera, Gaia Calderone, Primavera

Miglior trucco

  • Maurizio Fazzini, Duse
  • Paola Gattabrusi, La grazia
  • Esmé Sciaroni, Le assaggiatrici
  • Vincenzo Mastrantonio, prostetico/special make-up Adele Di Trani, Emanuele De Luca, Primavera
  • Fernanda Perez, prostetico/special make-up Jason Hamer, Queer

Miglior acconciatura

  • Marco Perna, Fuori
  • Teresa Di Serio, Il maestro
  • Samankta Mura, Le assaggiatrici
  • Marta Iacoponi, Primavera
  • Massimo Gattabrusi, Queer

Miglior montaggio

  • Vincenzo Alfieri, 40 secondi
  • Jacopo Quadri, Fuori
  • Giogiò Franchini, Il maestro
  • Francesco Di Stefano, La città proibita
  • Cristiano Travaglioli, La grazia
  • Paolo Cottignola, Le città di pianura

Miglior suono

  • Presa diretta Maricetta Lombardo, montaggio del suono Silvia Moraes, creazione suoni Piergiorgio De Luca, mix Giancarlo Rutigliano, Fuori
  • Presa diretta Angelo Bonanni, montaggio del suono Giulio Previ, creazione suoni Mirko Perri, mix Michele Mazzucco, La città proibita
  • Presa diretta Antoine Vandendriessche, montaggio del suono Daniela Bassani, creazione suoni Stefano Grosso, mix Giancarlo Rutigliano, Le assaggiatrici
  • Presa diretta Marco Zambrano, montaggio del suono Francesco Mauro, creazione suoni Sebastian Pablo Poloni, mix Francesco Tumminello, Le città di pianura
  • Presa diretta Gianluca Scarlata, montaggio del suono Davide Favargiotti, creazione suoni Daniele Quadroli, mix Nadia Paone, Primavera

Migliori effetti visivi - VFX

  • Supervisore Gaia Bussolati, producer Enrico Bernocchi, Itaca - Il ritorno
  • Supervisore Stefano Leoni, producer Andrea Lo Priore, La città proibita
  • Supervisore Rodolfo Migliari, producer Lena Di Gennaro, La grazia
  • Supervisore Giuseppe Squillaci, producer Daniele Mischianti, La valle dei sorrisi
  • Supervisore Marco Fiorani Parenzi, producer Virginia Cefaly, Queer

Miglior film internazionale

  • Io sono ancora qui
  • La voce di Hind Rajab
  • The Brutalist
  • Un semplice incidente
  • Una battaglia dopo l'altra

Miglior film documentario - Premio David Cecilia Mangini

  • Bobò
  • Ferdinando Scianna - Il fotografo dell'ombra
  • Roberto Rossellini - Più di una vita
  • Sotto le nuvole
  • Toni, mio padre

Miglior cortometraggio

  • Astronauta
  • Ciao, Varsavia
  • Everyday in Gaza
  • Festa in famiglia
  • Tempi supplementari
  • David Giovani
  • 40 secondi
  • La grazia
  • Le assaggiatrici
  • Le città di pianura
  • Per te

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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