«Io, ballerino solista al Bol’šoj: un privilegio e un’emozione»

Il 21enne Filippo Ferdinando Pagani tre anni fa da Capriolo si è trasferito in Russia al prestigioso teatro
Luca Bordoni
Pagani in scena
Pagani in scena

A tre anni dal debutto al Teatro Bol’šoj, il percorso di Filippo Ferdinando Pagani compie un altro, importante salto di qualità. Il ballerino di Capriolo è stato nominato solista della prestigiosa compagnia moscovita, coronando una crescita che lo ha portato a conquistare ruoli sempre più rilevanti sul palcoscenico di uno dei teatri più importanti della danza mondiale.

Era il settembre 2023 quando il giovane capriolese, allora appena diciottenne, lasciava l’Italia per trasferirsi in Russia e iniziare la sua avventura nel Bol’šoj. Una scelta che già allora rappresentava un traguardo eccezionale, arrivato dopo gli anni trascorsi all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano e il diploma ottenuto dopo un percorso con il maestro Leonid Nikonov e il direttore Frédéric Olivieri. A distanza di tre anni, quella scommessa ha assunto contorni ancora più significativi: Pagani, ora ventunenne, è entrato ufficialmente nel gruppo dei solisti della compagnia.

Nel frattempo, il ballerino ha continuato a crescere non soltanto sul piano della tecnica, ma anche sotto il profilo artistico e personale, affrontando repertori e personaggi sempre più importanti. Tra gli ultimi ruoli interpretati figurano quelli in «La Bayadère» e «Coppélia», due titoli del grande repertorio classico, fino all’interpretazone di Albrecht in «Giselle», un personaggio centrale e complesso, che richiede tecnica, presenza scenica e capacità interpretative.

«La nomina a solista mi ha riempito il cuore di gioia – ha raccontato il giovane talento bresciano –. Provo tanta gratitudine per i maestri che hanno sempre creduto in me e per il direttore del Bol’šoj, Makar Vaziev, che da subito mi ha messo alla prova con ruoli impegnativi. Quindi tanta gioia ma anche responsabilità e voglia di dare sempre il massimo. Questo riconoscimento mi incita a puntare sempre più in alto: sento che è solo l’inizio di un grande percorso! Danzare in questo teatro è un privilegio e andare in scena mi dà sempre un’emozione forte. Ogni balletto mi insegna sempre qualcosa di nuovo e sento di migliorare ogni volta che tocco il palcoscenico».

La nomina a solista rappresenta quindi un ulteriore riconoscimento di un percorso iniziato molto presto. Filippo Ferdinando aveva scoperto la danza quando frequentava la quarta elementare, osservando allenarsi la sorella maggiore Sofia, oggi ballerina all’Armenian Opera Theater di Jerevan. Da allora la passione si è trasformata in una professione costruita attraverso studio, trasferte, sacrifici e occasioni internazionali.

Il passaggio a solista segna ora una nuova fase della carriera. Tre anni dopo quel settembre che lo portò a Mosca, il sogno coltivato fin da bambino non è più soltanto quello di entrare nel Bol’šoj: ora è quello di affermarsi stabilmente tra i suoi protagonisti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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