Arte

Mattotti: «Voglio che i miei disegni Sottolebombe parlino da soli»

L’illustratore espone alla Bologna Children’s Book Fair 30 tavole sul tema della guerra tra l’Ucraina e Gaza per testimoniare la violenza e lo sconcerto
Mattotti tra le sue opere in mostra in Santa Giulia - © www.giornaledibrescia.it
Mattotti tra le sue opere in mostra in Santa Giulia - © www.giornaledibrescia.it
AA

«Disegni inevitabili». Il maestro dell’illustrazione Lorenzo Mattotti ha chiamato così i lavori realizzati improvvisando, sui suoi quaderni. Pennellate in bianco e nero da cui è venuta fuori a un certo punto una serie in cui il soggetto è chiarissimo: le bombe, le esplosioni, le macerie. Trenta di questi disegni sono esposti per la prima volta alla Bologna Children’s Book Fair in una lunga parete con il titolo «Sottolebombe».

«Sono quelle cose che crescono piano piano dentro di te e non sai neanche tu cosa siano. Dei nodi allo stomaco, delle tensioni che devi disegnare, tirare fuori in maniera naturale e certe volte non le vuoi neanche vedere – ha spiegato all’Ansa Mattotti, che alla Fiera è protagonista di tanti eventi, dal suo Pinocchio alle illustrazioni della fiaba di Hänsel e Gretel (esposte nel 2023 in Santa Giulia a Brescia, città natale dell’artista che gli dedicò una mostra monografica) da cui partì lo scrittore americano Neil Gaiman nella sua narrazione pubblicata in Italia, anni fa, da Orecchio Acerbo.

Parlano da soli

I disegni di «Sottolebombe» sono «tutti a pennello in bianco e nero, immagini che covavano dentro dopo la guerra con l’Ucraina. Poi Gaza, ma è una testimonianza di uno stato d’animo e basta. Voglio che i disegni parlino da soli nella loro violenza, nella loro astrazione e parlino a chi li guarda» ha sottolineato Mattotti. Li raccoglierà in un volume? «Non lo so, non so neppure se farò una mostra. Quello che è certo è che io vorrei scomparire come interprete, vorrei che ci fossero solo i disegni, una testimonianza che si possono anche esprimere questo tipo di emozioni, fuori dal mercato.

Le tavole di «Sottolebombe» alla Fiera del libro per ragazzi - © www.giornaledibrescia.it
Le tavole di «Sottolebombe» alla Fiera del libro per ragazzi - © www.giornaledibrescia.it

Non voglio farmi bello con questo tema della guerra, non voglio speculare su questa cosa, mi sembra già orribile. Però mi sembra importante che sia una testimonianza, è la mia maniera di esprimere il mio sconcerto. In queste immagini c’è un rapporto diretto tra l’interiorità e l’esterno. Non ci sono schizzi, non mi sono messo a progettare la bomba che scoppia, è l’emozione diretta. Nel mio quaderno c’erano una quarantina di disegni, ne abbiamo scelti una trentina e ingranditi, qui a Bologna. Ne ho fatti altri nove su fogli più grandi che esporrò al Festival del disegno di Arles dove in questa edizione l’Italia è il Paese ospite. Il tema è lo stesso, ma essendo più grandi fanno più effetto».

L’uso del bianco e nero e questa possibilità di disegnare in grande, con l’improvvisazione, è partita da Hansel e Gretel, da quelle tavole a cui si è ispirato Neil Gaiman. «L’ambientazione di Gaiman è in un periodo di guerra e questo spiega nella storia la carestia, la povertà, l’impossibilità di mangiare. Nelle mie illustrazioni i protagonisti sono immersi in foreste oscure, l’ispirazione è nata in un periodo in cui studiavo i boschi. I miei ricordi di Hansel e Gretel sono terribili, da bambino era la favola che più mi terrorizzava. Ho fatto grandi immagini che sembravano astratte e raccontavano in maniera molto potente. Storie misteriose, affascinanti, anche per me è stata una nuova scoperta, un nuovo spazio di esplorazione» sottolinea Mattotti, che lungo questa linea ha pubblicato anche il grande volume «Oltremai» (Logosedizioni).

Burattino metafisico

Anche a Pinocchio – personaggio a cui la Fiera bolognese dedica fra l’altro una mostra che poi girerà il mondo – Mattotti ha dato una personale interpretazione. «È un grande classico, è come parlare della Divina Commedia, dell’Odissea, sono quelle narrazioni che non si esauriscono mai, che danno sempre la possibilità di nuove letture, alcune anche completamente esagerate. Mi sono divertito molto a creare tutte le immagini metafisiche, le più misteriose, le più strane e surreali del testo, da Mangiafuoco al Pescatore verde. E poi c’è il lato più realistico, povero, la Toscana dei contadini, che è molto neorealista, di cui ha fatto un capolavoro Roberto Innocenti. Per me è stato veramente un libro laboratorio» conclude Mattotti.

Che poi scappa via per partecipare anche all’incontro che la Fiera dedica alla lettura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nella versione riscritta dall’Unicef, a cui hanno partecipato 42 tra illustratori e autori per ragazzi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...