In estate è il buen retiro serale dei bresciani. E, da un paio d’anni, è anche residenza d’artista. Parliamo della Cascina Margherita in Maddalena, che nelle ultime settimane ha ospitato e sostenuto tre artisti – il duo Ars Ruralis e Fiona Paterson – che si sono accomodati nelle sue stanze dedicandosi all’ideazione e alla realizzazione di due opere di land art che ora tutti i bresciani e gli escursionisti potranno vedere durante le loro passeggiate tra San Gottardo e La Margherita.
Le due grandi sculture firmate Ars Ruralis e Peterson si trovano infatti lungo il sentiero 907, che dal 2023 è di fatto un museo di arte ambientale che trova compiutezza nel nome «Maddalena, il bosco dell’arte». A volerlo e fondarlo è stata l’Associazione artisti bresciani, che ha presentato le due nuove aggiunte.

Immersione naturale
«Il bagno del bosco» di Fiona Paterson, artista inglese che vive in Francia, è una grande stanza dalle pareti intrecciate. Per torvarla bisogna addentrarsi nel sentiero per qualche minuto. Un groviglio di rami e rametti ricorda una casa e che si ispira al concetto giapponese del «forest bathing», un bagno di foresta, appunto. «Quando lavoro all’aperto, nella foresta – spiega Peterson – percepisco un senso di calma dato dall’odore delle foglie, dalla brezza sulla pelle, dal canto degli uccelli... Quando sono venuta a conoscenza del concetto del forest bathing, una pratica che prevede di immergersi nella natura per ridurre lo stress, mi sono lasciata ispirare. La mia opera parla della connessione con la natura, della meditazione nel verde: le persone vogliono davvero trascorrere più tempo all’aria aperta, nel fine settimana si cerca sempre di venire qui a camminare o a pedalare. Voglio parlare di questa riconnessione».
La luna nel bosco
Di natura parla anche «La luna tra i rami del bosco» di Valentina Grossi e Simone Mulazzani. «La gente che già la vista la chiama però “Il volto della luna” - sorridono i due riferendosi alla grande scultura antropomorfa, anch’essa di legno, che si trova più o meno all’inizio del sentiero –. Ognuno la interpreta: le persone del posto hanno un bel legame con questa montagna, è legittimo. Siamo soliti lavorare da soli nella natura, circondati solo dagli animali, mentre qui abbiamo incontrato tantissime persone che camminavano, c’è un confronto continuo», raccontano. «La nostra è un’opera figurativa: ci piace re interpretare ciò che l’antichità ha rappresentato nei secoli. La luna è sempre centrale nella mitologia e anche per il mondo animale».
Infine, anche il tasso di Rodolfo Liprandi – ben visibile sulla strada che porta alla cascina – si è rifatto il look. «Quest’opera molto amata – spiega Massimo Tedeschi, presidente di Aab – era stata abbattuta dalle intemperie. Liprandi è tornato per ricostruire il grande animale: ora è di nuovo lì, costruito con criteri di maggiore durevolezza».

Il Bosco dell’arte, continua Tedeschi, ha un triplice senso: «Continuità (che è quella che stiamo dando con le nuove installazioni), qualità e coralità». Tutto ciò è possibile grazie al patto di collaborazione triennale (al rinnovo in questo momento) tra Aab e Comune di Brescia, con il patrocinio di quest’ultimo, oltre che del Parco delle colline e di fondazione Asm, e diversi contributi privati.




