Arte

Il Quarantotto di Faustino Joli in mostra a Bologna

Giulia Camilla Bassi
Promossa in collaborazione anche con Fondazione Brescia Musei, la mostra è visitabile fino al 19 luglio al Museo civico del Risorgimento.
  • Faustino Joli in mostra a Bologna
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Inaugura domani, venerdì 10 aprile alle ore 17, al Museo civico del Risorgimento di Bologna la mostra «Il Quarantotto di Faustino Joli. Dipingere il Risorgimento tra Bologna e Brescia», a cura di Isabella Stancari e Otello Sangiorgi, visitabile fino al 19 luglio e promossa in collaborazione con Fondazione Brescia Musei, Istituto per la Storia del Risorgimento – Comitato di Bologna e 8cento APS, nell’ambito della XXII edizione della Festa internazionale della Storia (la mostra è aperta il martedì e dal giovedì alla domenica. Ingresso 5 euro, ridotto 3 euro).

Faustino Joli

Un progetto che riporta l’attenzione su una figura legata a doppio filo alla storia bresciana: il pittore Faustino Joli (Brescia 1814-1876), autore di alcune tra le più note rappresentazioni delle Dieci giornate del 1849. Tra i protagonisti della pittura risorgimentale, Joli è ricordato soprattutto per le scene dedicate all’insurrezione contro gli austriaci: episodi ambientati nello spazio urbano, riconoscibili nei luoghi e nei dettagli, in cui Brescia diventa teatro di una guerriglia diffusa che coinvolse gran parte della popolazione.

Una pittura asciutta, attenta alla descrizione, che gli è valsa la definizione di «cronista con il pennello». Ed è proprio in queste opere che si consolidò l’immagine di Brescia come «Leonessa d’Italia», appellativo coniato da Aleardo Aleardi e reso celebre da Giosue Carducci. Nei suoi dipinti Joli restituisce con precisione gli eventi della decade bresciana, ma anche quelli dei campi di battaglia di Solferino e San Martino, contribuendo a costruire un racconto visivo del Risorgimento legato ai sentimenti patriottici dell’epoca.

La mostra

La mostra porta al centro un altro nucleo della produzione di Joli, meno conosciuto ma altrettanto significativo: i figurini militari. Si tratta di 77 piccoli dipinti a olio su cartone, custoditi al Museo del Risorgimento di Bologna, che raffigurano le uniformi delle diverse formazioni impegnate nella prima guerra d’indipendenza – corpi regolari, volontari, corpi franchi. Opere minute ma estremamente accurate, che non hanno solo un valore artistico, ma anche documentario. Il confronto con uniformi e oggetti originali conservati nel museo evidenzia, infatti, la precisione con cui Joli lavorava, al punto che proprio grazie ai suoi figurini è stato possibile identificare e attribuire alcuni reperti, come l’uniforme della Legione Bolognese, esposta in mostra. Questo lavoro trova riscontro anche nei disegni conservati in un taccuino dell’artista custodito alla Biblioteca Queriniana di Brescia: schizzi di scene di strada e gruppi di soldati, accompagnati da annotazioni sulle divise, che ritornano con coerenza sia nei figurini sia nei dipinti sulle Dieci giornate, restituendo il metodo di osservazione e costruzione dell’immagine adottato da Joli.

Grazie alla collaborazione con Fondazione Brescia Musei, inoltre, in mostra è esposta anche l’opera “Le dieci giornate a San Barnaba”, parte del celebre ciclo dell’artista bresciano, in prestito dal Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, per la prima volta a Bologna, in dialogo con la “Cacciata degli austriaci da Porta Galliera” del bolognese Gaetano Belvederi (1848). Un confronto tra due episodi centrali del Risorgimento, accomunati dal ruolo decisivo della popolazione urbana.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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