L’itinerario per sfruttare bene il MuseumPass: 5 musei in 3 giorni

Nelle città d'arte e in quelle in cui il turismo culturale è ben sviluppato si trovano spesso biglietti cumulativi per i musei, ovvero ticket che accorpano gli ingressi a un prezzo vantaggioso. I benefici sono bilaterali: le istituzioni museali attirano i turisti e i turisti, da parte loro, spendono meno (perlomeno quelli che avevano veramente intenzione di recarsi in tutti i musei della città).
Anche a Brescia è così: Fondazione Brescia Musei, che gestisce molti siti culturali cittadini, da qualche tempo dà la possibilità di acquistare il MuseumPass, che consente di visitare nell’arco di tre giorni il Museo di Santa Giulia, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Parco archeologico di Brescia romana, il museo delle armi Luigi Marzoli e il museo del Risorgimento Leonessa d'Italia (questi ultimi due in Castello).
Come funziona
Il Museum Pass permette l’ingresso a tutte le sedi museali per un periodo di tre giorni consecutivi. Il costo intero è di 22 euro, con riduzioni per diverse categorie. Le persone che usufruiscono di convenzioni possono per esempio acquistarlo a 19 euro, mentre i gruppi e le persone over65 hanno diritto a un prezzo agevolato di 17 euro. I giovani under 26 e le persone con disabilità fino al 67% possono accedere con una tariffa speciale di 14 euro. Per queste ultime è previsto anche l’ingresso gratuito per un accompagnatore.
Il Museum Pass è peraltro gratuito per i residenti nel Comune di Brescia, con l’eccezione dei gruppi, e anche i dipendenti del Comune di Brescia possono accedere senza costi. Gli altri ingressi gratuiti riguardano i bambini fino a cinque anni, dal terzo figlio in poi fino ai 18 anni, le guide turistiche abilitate, le giornaliste e i giornalisti che esibiscono la tessera dell’Ordine, le persone con disabilità pari o superiore al 67% insieme al loro accompagnatore, i soci Icom, i capigruppo (uno per ogni gruppo e due docenti per ciascuna scolaresca). Anche chi possiede abbonamenti come la Brescia Card o l’Abbonamento Musei Lombardia può entrare gratuitamente.
L'itinerario migliore: il primo giorno

Il primo giorno, l’ideale è visitare il Museo di Santa Giulia e, insieme, il Parco archeologico che si trova nello stesso luogo, lungo il Corridoio Unesco. Per raggiungerli andrà segnata sulla mappa via Musei, nella zona nord-est del centro storico.
Situato in un complesso monastico longobardo, il museo è il punto ideale da cui partire perché offre un percorso che tocca metaforicamente e topograficamente l’intera storia di Brescia, dall’età preistorica a oggi. Tra le tappe imperdibili c’è – i bresciani lo sanno – la basilica longobarda di San Salvatore, che conserva anche la magnifica croce di re Desiderio, capolavoro dell’oreficeria antica. Ma anche il Coro delle monache e l’oratorio di Santa Maria in Solario valgono più di uno sguardo. Il museo si dipana su 14mila metri quadrati: un’esposizione preziosa per capire a fondo l’evoluzione storica e artistica della città.

Nel pomeriggio, la visita al Parco archeologico di Brescia romana (direttamente collegato al Santa Giulia proprio tramite il Corridoio Unesco) permette di vedere da vicino una delle versioni più antiche della città. Riconosciuto dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’Umanità, il sito è uno dei più significativi in Italia per conservazione e importanza storica. Tra i punti di interesse si trovano il Capitolium, il Foro e il Teatro Romano (che tra poco sarà oggetto di riqualificazione), testimonianze tangibili della Brescia romana. L’esperienza, per di più, è multimediale e suggestiva: ecco perché è considerabile un vero viaggio immersivo nell’antichità di Brescia.
Ciliegina sulla torta: la Vittoria Alata, statua simbolo della città, è conservata proprio nelle stanze del Capitolium. Il ritrovamento di questa statua bronzea di epoca romana fu rocambolesco e fortuito: avvenne nel 1826 durante una campagna di scavi guidata da Luigi Basiletti e dai membri dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti della città, e l’artefatto fu ritrovato in un’intercapedine del Capitolium dove qualcuno l’aveva nascosta per (si presume) proteggerla.
Secondo giorno: la Pinacoteca e la città
Il secondo giorno può iniziare al mattino con una visita alla Pinacoteca Tosio Martinengo, che si trova in piazza Moretto, nell’elegante Palazzo Martinengo da Barco. Come il museo di Santa Giulia, la si raggiunge in piedi o in bicicletta da qualunque punto del centro storico. Completamente rinnovata nel 2018, la sede custodisce una vasta collezione artistica che spazia dal Trecento all’Ottocento. Tra i capolavori in mostra vi sono tra gli altri un Cristo benedicente e un angelo di Raffaello, ma anche opere di Lorenzo Lotto, Moretto e Canova.
Nel pomeriggio, si può approfittare del tempo rimasto per esplorare a piedi il centro storico di Brescia. Piazza della Loggia, palazzo della Loggia e Piazza Paolo VI, dominata dal Duomo Vecchio e dal Duomo Nuovo, sono tappe obbligate. Ma anche una classica passeggiata lungo corso Zanardelli e sotto i portici non potrà mancare nell’itinerario.
La giusta conclusione di giornata sarà una cena in uno dei locali della città, che è ricca sia di trattorie e ristoranti tradizionali che di locali più moderni e cool.
Terzo giorno: i musei del Castello di Brescia

Il terzo giorno sarà dedicato al Castello di Brescia, che domina la città dall’alto del colle Cidneo e che è raggiungibile a piedi attraverso diverse strade o scalinate (tenendo presente che si tratta di una salita non esattamente leggera) oppure in automobile o con gli autobus.
La prima tappa è il museo delle armi Luigi Marzoli, che ospita una pregiata e vasta collezione di armature e armi antiche. Tra gli oggetti più rilevanti si trovano per esempio le armature cinquecentesche e le canne gardonesi, simbolo della tradizione armiera bresciana, apprezzata anche per la minuzia delle lavorazioni.
La giornata proseguirà con l’ultimo museo tra quelli compresi nel biglietto del MuseumPass, ovvero quello del Risorgimento, denominato «Leonessa d’Italia», riaperto di recente con un allestimento più immersivo. Visitarlo permette di ripercorrere la storia del Risorgimento italiano attraverso cimeli, opere d’arte e una ricca collezione digitale. Brescia, soprannominata Leonessa d’Italia per il suo ruolo centrale nei moti risorgimentali, è raccontata con un approccio che collega passato e presente.
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