I grandi capolavori a Brescia che sarebbe un gran peccato non vedere

Nelle sedi museali civiche e al Museo Diocesano sono conservati lavori di maestri dell’arte classica e contemporanea come Raffaello, Canova e Vezzoli
Sara Polotti

Sara Polotti

Giornalista

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I capolavori d'arte nascosti di Brescia

A Brescia ci sono piccoli capolavori di Raffaello, di Hayez e di Canova, un Isgrò e un paio di Pistoletto. Non solo: la città ospita un buon numero di opere davvero imperdibili non solo per bresciane e bresciani, ma per tutti coloro che abbiano un po’ a cuore l’arte figurativa.

Raffaello, Moretto e Canova

Nelle sedi museali cittadine sono conservati alcuni pezzi davvero incredibili, a partire dal «Cristo Redentore Benedicente» di Raffaello Sanzio, che riposa sulle pareti della Pinacoteca Tosio Martinengo in piazza Moretto insieme a un suo altro capolavoro giovanile, l’«Angelo». Pur acerbe, le opere racchiudono già i tratti raffaelliani come la semplicità, la grazia e la dolcezza. Tutti elementi che si ritrovano anche nel «Raffaello bresciano» Moretto, presente con numerose opere sempre in Pinacoteca (occhio all’«Annunciazione» e alla «Salomè»).

La passeggiata in Pinacoteca sarà gradita anche a chi ama la scultura neoclassica: conserva il busto in marmo che ritrae Eleonora d’Este, una scultura di Antonio Canova che fa parte di una serie di volti che l’artista realizzò in tarda età per celebrare le donne descritte dai grandi autori della letteratura italiana.

Il busto di Eleonora d'Este di Antonio Canova in Pinacoteca - Foto © www.giornaledibrescia.it
Il busto di Eleonora d'Este di Antonio Canova in Pinacoteca - Foto © www.giornaledibrescia.it

Al Museo Diocesano

Tornando sul Moretto, anche il Museo Diocesano in via Gasparo da Salò conserva alcuni suoi capolavori, e in particolare «La Madonna col Bambino in gloria», grande olio su tela della prima metà del Cinquecento che ritrae Maria e Gesù Bambino che sovrastano San Giovanni Evangelista, il beato Lorenzo Giustiniani e l’allegoria della Sapienza Divina.

La tela è divisa in due sezioni: la parte più bassa raffigura la visione di Lorenzo, a cui appare la Sapienza Divina in sogno. Accanto a loro vi è il Santo in estasi mistica. Maria e Gesù Bambino si trovano invece più in alto, su un trono di nubi sorretto dai rami intrecciati di un fico e di un corbezzolo.

"La Madonna col Bambino in gloria" di Moretto al Diocesano - Foto © www.giornaledibrescia.it
"La Madonna col Bambino in gloria" di Moretto al Diocesano - Foto © www.giornaledibrescia.it

Il Museo Diocesano in questi giorni è normalmente aperto (dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, con biglietto a 8 euro), ma a ottobre è prevista l’inaugurazione del nuovo percorso espositivo, un allestimento rinnovato con lo svelamento di alcune opere in e un sistema potenziato di architettura e mediazione accessibile. Le immagini che si stanno vedendo in questi giorni in città mostrano un piccolo angelo: è quello preso dalla «Madonna col Bambino, San Leonardo, San Francesco di Paola e le Anime Purganti», opera settecentesca di Giovanni Battista Pittoni che vale la pena osservare da vicino.

Al Viridarium l’arte contemporanea

Molta dell’arte contemporanea di Brescia è invece concentrata nel Viridarium, il giardino dell’area museale delle Domus dell’Ortaglia che si può raggiungere entrando al Museo di Santa Giulia (e poi uscendo in cortile, nell’area che in questi giorni ospita anche il cinema serale all’aperto – l’Eden d’Estate).

È chiamato anche Parco delle Sculture perché qui si trovano numerosi pezzi delle case romane portati alla luce dagli scavi archeologici, ma soprattutto diverse installazioni d’arte contemporanea che diventano ancora più significative proprio perché inserite in un contesto ameno e arboreo tra i più suggestivi.

Anche qui i nomi sono notevoli: ci sono un «Terzo Paradiso» di Michelangelo Pistoletto del 2015, il grande albero di Ariel Schlesinger del 2019 (che arrivò a Brescia per una mostra alla Galleria Massimo Minini, la «Nike Metafisica» di Francesco Vezzoli del 2021, l’opera luminosa «Formiamo umanità (Vite operose)» di Valerio Rocco Orlando del 2023…

Valerio Rocco Orlando, "Formiamo umanità (Vite operose)" (2023) - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Valerio Rocco Orlando, "Formiamo umanità (Vite operose)" (2023) - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

E c’è anche l’imponente «Mondo d’acciaio» di Emilio Isgrò, sempre del 2023, enorme mappamondo di quattro metri di diametro. Il Museo di Santa Giulia, e quindi il Viridarium, apre dalle 10 alle 19, e l’ultimo ingresso è alle 17.15.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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