Da Brescia a Bruxelles per raccontare De Gasperi
Su un prato verde giace un’eredità: è un piccolo sacco di semi, che simboleggia il patrimonio umano. Attorno la dimensione è sospesa; una scacchiera che non riconosce poteri, ma solo regole di convivenza e dialogo, e delle voci infantili che intonano un coro multilingue. Così si presenta «Democracy», la mostra itinerante che omaggia Alcide De Gasperi, recentemente presentata al Parlamento europeo di Bruxelles.
La mostra
Il progetto, che intreccia arte a democrazia, è firmato dal bresciano Dhoino (nome d’arte che sta per Claudio Bianchi, ndr) e si pone l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni i valori della democrazia. Un’intuizione che nasce tempo fa, insieme al giornalista ed ex presidente dell’Associazione giornalisti europei Paolo Magagnotti. «Mi ha raccontato di De Gasperi, delle sue vicende e dei suoi ideali – speiga Dhoino –. L'entusiasmo è stato immediato». Magagnotti contribuisce alla realizzazione del progetto attraverso la vendita del suo libro «Cinquanta Voci per Paolo Magagnotti» (226 pagine, Storigami Editore, 19 euro), che raccoglie testimonianze di figure significative nella storia della democrazia.
I due, lo scorso settembre, hanno presentato la mostra all’Area 12 Hub di Brescia, con l’intento di diffonderla attraverso un percorso triennale nelle principali capitali europee. Oggi quel progetto ha avuto un seguito e, proprio lo scorso marzo, Democracy è arrivata al Parlamento europeo. «Un traguardo incredibile, reso possibile anche grazie all’eurodeputato Paolo Inselvini, che ci ha dato l’opportunità di presentare alle istituzioni un video esplicativo del progetto e dei suoi intenti – prosegue l’artista –. Ora Democracy è pronta a viaggiare: chi vorrà accoglierla, può contattarci tramite il sito democracyland.eu».
Il percorso
La mostra interattiva si apre su un grande prato verde, su cui ci sono quattro elementi simbolici. A sinistra si trova il sacco di semi della democrazia che i visitatori possono prendere e spargere sull’erba; a destra invece un vecchio televisore proietta immagini d’epoca. Dominano la scena due pedine posizionate al centro: il re e la regina, il nero autoritario e il bianco democratico, che sarà destinato a fare scacco matto all’avversario.
Alle loro spalle uno schermo proietta una scacchiera, che rappresenta metaforicamente la partita che si sta giocando tra democrazie e autocrazie. L’intero percorso è accompagnato da una una melodia: una filastrocca cantata in diverse lingue dai bambini. «Alla fine di ogni tappa il prato sarà arrotolato e collocato fuori dalla struttura espositiva, proprio in mezzo alla natura, come testimonianza concreta dell’eredità di Democracy».
Collaborazione
Il progetto è il risultato della collaborazione di Storigami Editore, dell’Area 12 Hub, del graphic designer Andrea Gritta, dell’avvocato Greta Soncina e di Aurelia Alberti, che ne ha curato i testi e la calligrafia.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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