A Maina inferiore si è prodotto carta fino al 1962. Fu l’ultima cartiera della valle del Toscolano a chiudere i battenti. Qui – nell’antico opificio recuperato (le prime parti del complesso risalgono al XV secolo), nel cuore di quello straordinario sito di archeologia industriale che è la Valle delle Cartiere, dove la produzione cartaria è accertata dal 1381 – dal 2007 è allestito il «Centro di eccellenza dedicato alla filiera carta-stampa». Gestito dalla Fondazione Valle delle Cartiere presieduta da Antonio Foglio, il museo è diretto dal 2025 da Serena Goldoni. L’abbiamo intervistata.
Direttrice, cosa rende speciale il Museo della carta?
È l’unico museo dedicato sia alla produzione della carta sia alla stampa ed è anche l’unico ad essere ospitato in una vera cartiera storica, un edificio che oggi conserva e racconta una testimonianza preziosa di una tradizione produttiva secolare.
Cosa propone il museo?
Il museo accompagna il visitatore in un viaggio attraverso cinque secoli di storia della carta. Il percorso inizia negli ambienti cinquecenteschi della cartiera, dove raccontiamo il processo tradizionale di lavorazione della carta nei secoli del suo massimo splendore. Proseguendo si attraversano le diverse fasi dell’industrializzazione: si scoprono il cilindro olandese, la macchina continua e le innovazioni che hanno trasformato la produzione cartaria. Il percorso si conclude con la Sala Burgo, dedicata agli sviluppi tecnologici più contemporanei. È un percorso interamente accessibile a persone con disabilità motoria.
Che rapporto c’è tra il museo e l’ambiente che lo circonda?
L’esperienza inizia già lungo la strada che attraversa la Valle delle Cartiere. Entrare nella valle significa immergersi nel contesto storico e paesaggistico che ha reso possibile questa attività produttiva.

Come si sviluppa il percorso di visita?
Le prime sale ospitano due installazioni multimediali realizzate nel 2024. La prima racconta la leggenda della nascita della carta attraverso immagini proiettate su una vela; la seconda presenta la geografia e la storia della valle attraverso sagome di carta e suggestioni sonore. Successivamente si entra nelle sale storiche, dove viene illustrato passo dopo passo il processo tradizionale di fabbricazione: dalla raccolta degli stracci alla macerazione, dalla preparazione della pasta fino alla realizzazione del foglio da parte del maestro cartaio. Si sale poi negli ambienti dedicati all’essiccazione e alle successive fasi di lavorazione e commercializzazione del foglio.
Uno spazio suggestivo è dedicato alla stampa.
Uno degli ambienti più affascinanti è la Sala Paganini, dedicata alla celebre famiglia di cartai e stampatori attiva a Toscolano tra Quattro e Cinquecento. Qui è conservato un importante patrimonio librario. Grazie a un’installazione multimediale, la moglie di Alessandro Paganini racconta l’epopea della famiglia di stampatori.
E per quanto riguarda la più recente parte industriale?
In un edificio del complesso si trova una straordinaria macchina continua per la produzione della carta, recuperata e riallestita all’interno del museo. Dal ballatoio che sovrasta la sala è possibile osservare da vicino la struttura dell’impianto e gli strumenti utilizzati per il controllo della qualità della produzione.
Quali risultati avete registrato negli ultimi anni?
Siamo molto soddisfatti. Nel 2024 abbiamo accolto circa 11.600 visitatori, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Un dato significativo è che oltre la metà dei visitatori proviene dall’estero. Questo dimostra che gli strumenti che mettiamo a disposizione - dalle guide alle audioguide multilingue - riescono a rispondere alle esigenze del pubblico internazionale presente sul Garda.
Il museo svolge anche attività educative?
Assolutamente sì. Collaboriamo da tempo con numerose scuole durante tutto l’anno e organizziamo laboratori per famiglie e bambini. L’attività didattica rappresenta una parte fondamentale della nostra missione, perché permette di trasmettere la storia della carta e del territorio alle nuove generazioni.
Accanto alla dimensione storica, il museo guarda anche al contemporaneo?
Organizziamo conferenze, spettacoli, proiezioni e progetti che coinvolgono artisti e performer contemporanei che lavorano con la carta come materiale espressivo. A settembre ospiteremo una mostra dell’artista Alice Padovani, che sta sviluppando un’installazione site specific in collaborazione con l’associazione degli ex lavoratori della cartiera. È un progetto che unisce memoria, ricerca artistica e sperimentazione.



