Cultura

Per De Gregori e Venditti quattromila persone riempiono piazza Loggia

Gremito il cuore di Brescia per l’ultimo concerto del Brescia Summer Festival con i due cantautori
  • Venditti e De Gregori in concerto in piazza Loggia
    Venditti e De Gregori in concerto in piazza Loggia
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    Venditti e De Gregori in concerto in piazza Loggia
  • Piazza Loggia durante uno dei concerti di Brescia Summer Festival della passata edizione - © www.giornaledibrescia.it
    Venditti e De Gregori in concerto in piazza Loggia
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AA

Sarà stata la calca agitata e carica d’attesa all’ingresso, sarà che i fortunati presenti stringevano tra le mani un biglietto che è rapidamente diventato introvabile, sarà stata l’aria elettrizzante che si percepiva tra i seggiolini della platea, animati da un vociare concitato.

Ieri sera in Piazza della Loggia, per il concerto di Antonello Venditti e Francesco De Gregori, c’erano gli ingredienti che caratterizzano i grandi eventi da tutto esaurito. E in effetti, non capita tutti i giorni di ascoltare in un colpo solo due assi del cantautorato italiano, voci unite a snocciolare uno dopo l’altro grandi classici in circa due ore e mezza di generosissimo show.

Venditti e De Gregori hanno chiuso il Brescia Summer Music di Cipiesse con pagine sonore indelebili del nostro canzoniere. «Un pianoforte, una chitarra e molta fantasia», partirono in due e da soli, cinquant’anni di esperienza in più sulle spalle e carriere straordinarie che forse all’epoca nemmeno avrebbero sognato, non sono ancora abbastanza: non poteva che cominciare da «Bomba o non bomba» il concerto, pezzo in cui Venditti ricorda il comune inizio del percorso artistico dei due.

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VENDITTI/DE GREGORI: OLTRE LA BRAVURA

L’incontro ha il suono della voglia di dimostrare che si può essere storici senza per forza essere passati alla storia, che i brani intramontabili raccontano di ieri ma parlano di oggi e vanno oltre il semplice revival. Alla vellutata «Modena», risponde il country lento di «Bufalo Bill», all’emozionante «La storia» fa da controparte «Peppino», all’amatissimo cavallo di battaglia «Generale» replica la strappa - applausi «Sotto il segno dei pesci», in un botta e risposta pezzo su pezzo.

I quattromila della piazza sono un pubblico variegato, più o meno preparato in base all’età anagrafica; tutti però entusiasti dalle prime note. Interessante l’interpretazione dei reciproci brani, stili diversi ben amalgamati, De Gregori il rocker cantastorie, Venditti la melodicità appassionata del bel canto. Si prendono in giro come vecchi amici e si dividono il palco per alcuni brani in solitaria: parte De Gregori con «Alice», «Atlantide», «Santa Lucia». L’apprezzatissima «Canzone», omaggio condiviso a Lucio Dalla, lascia poi spazio a Venditti, che lo celebra con «Ci vorrebbe un amico», poi «Notte prima degli esami» rapisce il pubblico.

Molto apprezzate anche «Pablo» intrisa di Pink Floyd, la coinvolgente «La donna cannone», la caraibica «Titanic», la commovente «Che fantastica storia è la vita»; tutti in piedi per la carichissima «In questo mondo di ladri». «Buonanotte fiorellino» fa capire che è l’ora di salutarsi; i bis, invocati da un impaziente tambureggiamento sui seggiolini, sono la trascinante «Ricordati di me» e «la più bella canzone mai scritta da un essere umano su Roma»: l’immancabile «Roma capoccia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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