I bresciani sono i più texani tra gli italiani, pare. Non solo per la siderurgia, la territorialità spesso ruvida e la crescente multietnicità, ma di sicuro per un’atavica e ingombrante passione comune: il barbecue. Che non significa per forza sempre e solo carne, soprattutto in un presente ogni giorno più attento all’impatto delle nostre scelte alimentari sull’ambiente, ma la tradizione quella è. E non si rinnega.
Lo sa bene Marco Dacchini, 28 anni - nome d'arte Buhi - bresciano di Corte Franca e «steak master». Vale a dire, campione di bistecca. Non un goliardico apprezzamento tra amici, ma un titolo certificato ai Campionati del mondo a Fort Worth, in Texas, a cui ha partecipato a marzo. E dove si è ben difeso in semifinale, per poi portarsi a casa un ottimo piazzamento - sesto su 125 - nella «Cowtown classic», prestigiosa gara a margine. Per niente male come esordio nella prima competizione oltreoceano, considerando che griglia a griglia si sono sfidati i 450 migliori al mondo. «Ho potuto iscrivermi perché, da primo classificato in una competizione europea, ho ottenuto il Golden Ticket per l’accesso». Ma iniziamo dal principio.




